Roboetica, cos’è l’etica della robotica

roboetica-etica-della-robotica

Roboetica: cos’è l’etica della robotica e perché diventerà sempre più un argomento attuale. La roboetica è l’etica applicata alla robotica, al mondo dei robot, ai rapporti tra noi e un androide e all’uso dei dispositivi robotici.

Roboetica: perché si parlerà sempre più spesso di etica della robotica

roboeticaLa robotica e la biorobotica sono ormai realtà con le quali conviviamo. Nei prossimi anni tutti noi, anche tu che stai leggendo questo articolo, vivremo fianco a fianco con robot e dispositivi robotici sempre più sofisticati. Molte di queste macchine saranno robot umanoidi, altri avranno altre forme. Ma questo non cambia la sostanza. Così come oggi pensiamo di non poter fare più a meno di smartphone, tablet, pc, nei prossimi anni sarà consuetudine convivere con i robot. Si tratterà di social robot, di robot collaborativi, di macchine robot, di dispositivi robotici, che ci consentiranno di vivere meglio la nostra vita. Qualunque sarà la loro forma o l’uso che ne faremo, la certezza è che ci saranno. Farne a meno sarà praticamente impossibile.

È per questo che sono necessarie delle regole. In questo caso parliamo di roboetica, parliamo dunque di regole etiche.

Cos’è la roboetica, l’etica dei robot

Hiroshi-IshiguroLa roboetica è quella parte dell’etica che si occupa dei rapporti tra l’uomo e i robot. Per comprendere meglio il concetto non devi pensare a quello che sono i robot oggi, macchine sofisticate ma ancora dipendenti da noi. Pensa invece a come saranno con molta probabilità fra dieci-quindici anni o fra cinquant’anni. In realtà è difficile riuscire a prevedere fino in fondo cosa ci riserva il futuro dell’intelligenza artificiale. Pensa per esempio ai robot umanoidi di Hiroshi Ishiguro, lo scienziato giapponese che creare cloni robot, gemelli robot quasi indistinguibili dall’originale umano.

Pensa ai sexy robot, robot per il sesso e a quella che sarà la loro diffusione fra una decina d’anni, Pensa alla possibilità che un giorno su un robot antropomorfo si possano impiantare organi umani, “pezzi” umani (parliamo del cosiddetto robot biologico). Davanti a tutto ciò la roboetica, un’etica della robotica diventa necessaria.

Isaac Asimov, il “profeta” della robotica ha intuito prima di qualunque altro che con la diffusione di massa dei robot fossero necessarie delle regole. Sono nate così le tre leggi della roboticache erano leggi pratiche, di convivenza sociale alle quali i robot si dovevano attenere. Con la roboetica si va ancora oltre.

Puoi approfondire l’argomento leggendo anche: Io robot, la profezione di Isaac Asimov

Le domande a cui dovrà dare risposta la roboetica

L’etica della robotica deve tentare di dare una risposta a una serie di interrogativi nuovi. È giusto che si costruiscono robot che replicano alla perfezione un essere umano? È giusto che in futuro i rapporti sessuali tra esseri umani e robot umanoidi diventino la regola? È giusto che i bambini vengano accuditi ed educati da un robot?

La situazione si complicherà ancora di più quando i progressi della robotica consentiranno di realizzare intelligenze artificiali così evolute da ipotizzare che possano sviluppare un sé, una coscienza e una vita interiore simile a quella umana. Sarà ancora possibile pensare ai robot come macchine, così come li consideriamo oggi? E sotto il profilo etico sarà ancora corretto potere parlare di proprietà e di possesso esercitato dall’uomo su macchine così evolute e autonome?

Di chi sarà la responsabilità per i danni che queste macchine potrebbero causare con le loro azioni alle cose o alle persone per le quali lavorano? Pensate a un robot badante per anziani o a un robot baby sitter e alla delicatezza dei ruoli che dovranno svolgere.

Ecco quali sono le risposte che la roboetica dovrà darci. Ecco quali sono i campi di azioni dell’etica della robotica, quelli che riguardano un uso morale dei robot.

 

A proposito dei progressi dell’intelligenza artificiale puoi leggere anche:

Una legge sui robot, l’Ue vuole regole sull’intelligenza artificiale

Test di Turing, cos’è e come funziona