Realtà aumentata: cos’è, come funziona, esempi

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La realtà aumentata è l’arricchimento – con dati aggiuntivi in formato digitale – di informazioni di cui già normalmente disponiamo nelle attività, semplici o complesse, che svolgiamo durante il giorno. La realtà aumentata è anche l’integrazione e il potenziamento delle possibilità che ci vengono offerte dai nostri cinque sensi con dispositivi ad alta tecnologia.

Qualche esempio pratico? Gli smart glasses come i Google Glass o i dispositivi di gesture control come Myo Armband, bracciale hi-tech che consente di comandare a distanza pc, tablet, smarphone, droni e robot sono un caso di realtà “integrata”, potenziata.

Insomma, quando ci chiediamo cos’è la realtà aumentata non stiamo facendo altro che discutere delle nostre interazioni quotidiane – umane e fra noi e le macchine – arricchite grazie a dispositivi elettronici sempre più sofisticati.

Realtà virtuale e realtà aumentata, cos’è che le distingue

La realtà aumentata non va confusa con la realtà virtuale. Quest’ultima crea un ambiente totalmente artificiale, costruito al computer, e lo rende credibile avvalendosi di tecnologie che danno la sensazione a chi le utilizza di trovarsi realmente immerso in quello scenario. Pensate ad esempio ai simulatori di volo o ai visori per giochi e film in 3D.

La realtà aumentata parte invece da quello che c’è attorno a noi, esiste già, che però viene modificato con l’aggiunta di animazioni e contenuti digitali che consentono di avere una conoscenza più approfondita dell’ambiente che ci circonda.

Se la realtà virtuale è dunque una realtà artificiale, la realtà aumentata può essere definita realtà “arricchita”.

Realtà aumentata, cos’è: alcuni esempi

La realtà aumentata è destinata già nei prossimi anni a cambiare le nostre abitudini, il nostro modo di vedere il mondo. Una rivoluzione silenziosa che sta producendo risultati interessanti, visibili – è proprio il caso di dirlo – già in diversi settori: dalla medicina all’ambito militare, dallo sport al marketing, dal turismo all’intrattenimento. Ma non solo: la realtà aumentata ci aiuta anche nello svolgimento di normali attività quotidiane come ad esempio guidare un’automobile. Esistono navigatori satellitari “potenziati” che sfruttano la fotocamera di uno smartphone, puntata sulla strada, per fornirci informazioni in tempo reale sul traffico, sulla presenza di autovelox e luoghi di interesse. Le indicazioni stradali che compaiono direttamente sul parabrezza dell’auto, senza distrarre il conducente sono nient’altro che realtà aumentata.

Ecco cosa succede a bordo di questo fuoristrada. Non solo indicazioni supplementari come quelle sulla velocità e sull’inclinazione del veicolo mentre affronta una pendenza ma anche il cofano dell’auto che ci appare trasparente, consentendoci di vedere la strada in ogni momento, anche quella porzione che viene normalmente “oscurata” proprio dalla parte anteriore della nostra auto.

Realtà aumentata, cos’è uno smart glass

Gli smartphone di ultima generazione sono soltanto un esempio dei dispositivi che supportano la realtà aumentata. In verità, l’accessorio che viene più spesso citato quando si parla di realtà aumentata sono gli occhiali “intelligenti”, meglio conosciuti come smart glasses. Come gli ormai famosi Google Glass, dei veri e propri computer indossabili su cui è possibile leggere le email, gli sms del nostro smartphone, le indicazioni per raggiungere una destinazione o con cui possiamo scattare una foto, girare un video o navigare su Internet. Tutto rigorosamente a mani libere. I Google Glass si comandano solo con la voce, come d’altronde altri smart glasses concorrenti: dalle lenti Microsoft Hololens (ne parliamo meglio pià avanti) agli SmartEyeglass di Sony passando per gli occhiali intelligenti di Epson, solo per citarne alcuni.

La realtà aumentata entra in sala operatoria

Gli smart glasses sono già stati sperimentati in sala operatoria e in futuro potrebbero trovare ampio utilizzo nel settore della chirurgia robotica che è già di per sé una forma di realtà aumentata.

I vantaggi derivanti dal loro impiego sono diversi: dalla registrazione dell’intervento a scopo didattico al monitoraggio dei parametri vitali del paziente, fino alla possibilità di chiedere un consulto in tempo reale a un collega chirurgo che si trova dall’altra parte del mondo.

Applicazione in ambito chirurgico anche per Myo Armband, il bracciale intelligente che permette di comandare dispositivi digitali di vario genere usando solo le braccia e le mani. In questo modo, durante un’operazione, sarà possibile ad esempio consultare la cartella clinica o altre informazioni utili sull’intervento da eseguire senza allontanarsi dal tavolo operatorio.

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Sport e realtà aumentata, cos’è l’Hawk-eye

realtà-aumentata-coseLa realtà aumentata svolge un ruolo importante – talvolta addirittura determinante ai fini del risultato finale – anche nello sport. Da alcuni anni, ormai, nel tennis e recentemente anche nel calcio è stato introdotto l’Hawk-eye, dall’inglese “occhio di falco”, un sistema che consente di verificare ed eventualmente correggere istantaneamente una decisione dell’arbitro. Come funziona? Attraverso più telecamere posizionate in angoli diversi dell’impianto viene ricostruita la traiettoria della palla per capire se è finita fuori dal campo da tennis o se – nel caso del calcio – ha oltrepassato la linea di porta. L’Hawk-eye non è comunque infallibile e ha un margine di errore di qualche millimetro.

Abbiamo parlato di robotica, nuove tecnologie e sport anche negli articoli:

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Museo a realtà aumentata, cos’è

La realtà aumentata vi assiste anche quando siete in vacanza. Se vi trovate in una città d’arte e l’itinerario scelto dalla vostra guida non vi soddisfa, sappiate che esistono musei – anche in Italia – che è possibile visitare con visori di realtà aumentata o tramite software dedicati per smartphone e tablet. In questo modo, puntando il dispositivo verso l’opera che vi interessa potete accedere a una serie di informazioni dettagliate, solitamente di carattere storico e stilistico, che di norma sono appannaggio solo degli addetti ai lavori.

Ologrammi, fra realtà aumentata e realtà virtuale

Quelli che abbiamo appena visto sono solo alcuni esempi che ci spiegano come la realtà aumentata sta cambiando il nostro modo di vivere. Man mano che la realtà aumentata entra nella nostra vita diventa semplice realtà.

Sarà così anche con gli ologrammi. È difficile dire se si tratta più di realtà aumentata o virtuale. Un ologramma è la ricostruzione tridimensionale nello spazio di immagini di oggetti o esseri viventi. Gli ologrammi potranno essere utilizzati a fini didattici, di intrattenimento o in campo medico. Immaginate un chirurgo che prima dell’intervento visualizza gli organi del paziente proprio grazie a un ologramma. Un intervento che magari poi realizzerà grazie alla chirurgia robotica.

In campo ci sono diversi progetti su cui stanno lavorando multinazionali come Samsung o Google.

Gli ologrammi sono a metà tra realtà virtuale e realtà aumentata. Sono mixed reality, perché sono integrati nel nostro mondo. Sono e si muovono nella nostra dimensione.

Ecco un video che ci mostra un esempio di come potranno essere utilizzati presto gli ologrammi. Il progetto è quello di Microsoft e si chiama Hololens.

Di ologrammi e in particolare di telepresenza olografica abbiamo parlato nell’articolo: Telepresenza, cos’è e come funziona.

Parliamo di realtà aumentata anche negli articoli:

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