Olografia: cos’è, come funziona, cosa consente di fare

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L’olografia è la tecnica che consente di realizzare gli ologrammi, immagini tridimensionali che riproducono personaggi, reali o di fantasia, e qualunque altra cosa ci circonda: le piante, la natura e in generale qualsiasi cosa faccia parte della realtà presente o passata.

L’olografia è una tecnica fotografica che permette dunque di replicare la realtà fedelmente o di costruire personaggi o scene di fantasia come se fossero veri grazie a una illusione ottica. I personaggi ci sono ma non esistono, o, se esistono, sono in qualche altra parte del mondo, sono immateriali. Anche se in quel momento sembrano reali.

L’olografia, come funziona

In questi anni le tecniche olografiche hanno fatto grandi progressi. Grazie all’olografia si può duplicare la realtà o creare dal nulla personaggi, oggetti o scene che non esistono. Possiamo dire che un ologramma è una forma di realtà virtuale immersa nel nostro mondo, che non richiede l’uso di visori.

Grazie all’olografia e agli ologrammi non siamo noi che ci immergiamo nella realtà virtuale ma è la realtà virtuale che entra nel nostro spazio. Grazie all’olografia e agli ologrammi la nostra realtà diventa una realtà aumentata.

Come fare un ologramma

olografia-cos-eSe ti stai chiedendo come si fa un ologramma, la prima cosa che devi sapere è che bisogna distinguere tra ologrammi semplici e ologrammi sofisticati, capace di riprodurre la realtà in dettaglio.

Per creare un ologramma in 3D semplice è sufficiente avere o costruire un prisma trasparente in plastica, che possa funzionare da proiettore  olografico capace di trasformare una immagine – visualizzata per esempio sul display del nostro tablet – in una immagine in tre dimensioni. Ma qui siamo ancora nel campo dei giochi. Nel caso di ologrammi più sofisticati, entrano in gioco cristalli, pellicole e tecnologie molto più complesse.

Cosa può fare e cosa possiamo fare con l’olografia

Le tecniche olografiche consentono oggi di proiettare la realtà anche a migliaia di chilometri di distanza. Pensate a un professore universitario che riesce a insegnare contemporaneamente a classi di studenti che si trovano in altre zone del mondo.

Un ricercatore americano può fare lezione a studenti che si trovano in Italia, uno scienziato giapponese tenere una conferenza negli Stati Uniti. Come se fossero realmente presenti là dove si tiene la lezione o la conferenza. Un utilizzo degli ologrammi in questo modo può assicurare una interazione fra il prof e le classi, tra lo scienziato e i partecipanti al congresso come se si trovassero e occupassero lo stesso spazio fisico.

Allo stesso modo un manager può partecipare a una riunione senza essere fisicamente presente nel posto in cui si tiene ma come se lo fosse realmente grazie alla sua immagine proiettata con le tecniche olografiche. Un po’ come succede anche con la telepresenza ma senza la necessità di avere un robot per questo scopo.

L’olografia consente di costruire immagini che riproducono la realtà o immagini di fantasia, in maniera molto realistica. Come se esistessero veramente.

Chi ha inventato gli ologrammi

L’invenzione dell’olografia non è recente, risale alla prima metà del secolo scorso. Il padre degli ologrammi è il fisico Dennis Gabor, che grazie a questa invenzione nel 1971 ha vinto il premio Nobel per la fisica. Oggi gli ologrammi sono pronti per trovare applicazione pratica nella vita di ogni giorno, per diventare realmente utili.

Un’assistente virtuale sotto forma di ologramma

azuma-hikari-ologramma-assistente-virtuale-robotUn assistente virtuale può darci una mano a organizzare meglio la nostra giornata. È una specie di segretario personale e può aiutarci a risolvere una serie di piccoli problemi quotidiani. Ce ne sono di diversi tipi: robot, app, e sotto forma di ologrammi.  Tra questi c’è Azuma Hikari, un ologramma pensato per organizzare la giornata a chi è molto occupato. Questo è un primo esempio di come gli ologrammi possono esserci utili ogni giorno.

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Azuma Hikari, ologramma e assistente virtuale