Legge sui robot, l’Ue vuole regole per l’intelligenza artificiale

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Una legge sui robot e l’intelligenza artificiale. Il Parlamento Ue nel mese di febbraio 2017 ha approvato una risoluzione che chiede alla Commissione europea regole giuridiche sul rapporto tra uomini e macchine intelligenti.

L’avanzata della robotica secondo i parlamentari europei rende necessario l’individuazione di responsabilità civili e penali precise in caso di danni causati dagli automi.

Un chiarimento prima di proseguire nell’articolo: una risoluzione è un atto non vincolante. Significa che i parlamentari europei, attraverso questo atto, hanno manifestato la loro preoccupazione per i rischi che nasceranno nei prossimi anni dalla diffusione massiccia dei robot nella società. E hanno consigliato all’Unione europea l’adozione di un codice che regoli i rapporti tra uomo e androide. Quindi la legge non c’è ancora, è stata solo chiesta e dunque se n’è cominciato a parlare.

La profezia di Asimov si avvera

legge-sui-robot-ue-parlamentoLa risoluzione approvata dal parlamento europeo è una profezia che si avvera. La profezia dello scrittore russo Isaac Asimov che nella prima metà del secolo scorso, nei suoi racconti, anticipò quello che oggi si sta verificando. I suoi robot positronici (di cui ha parlato peraltro nella raccolta Io robot) sono i robot umanoidi (ma non solo umanoidi), che nei prossimi anni vivranno fianco a fianco con noi.

Una legge sui robot dell’Ue è l’avverarsi delle preoccupazioni di Asimov, che negli Quaranta per primo ha sentito l’esigenza di parlare di regole scritte: quelle che chiamò le tre leggi della robotica. Allora era solo fantascienza. Oggi è realtà. Al punto che accanto a norme giuridiche si discute anche di roboetica, della necessità di un’etica della robotica.

Perché una legge sui robot dell’Ue

Qual è il motivo di una legge sui robot dell’Ue? Nei prossimi anni vivremo fianco a fianco con i robot. Nella casa del futuro ci sarà almeno un robot domestico a darci una mano. Negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, negli uffici, nei negozi, nelle banche troveremo i social robot a darci consigli e informazioni.

Ma non ci saranno solo loro. Le driverless car ci eviteranno il fastidio di guidare, e al nostro fianco, nelle fabbriche, potremmo trovarci accanto a un cobot, uno di quei tanti robot collaborativi che popoleranno i luoghi di lavoro. Ma i robot non saranno infallibili.

Per tutto questo non dovrà passare molto tempo. Se verrà rispettata un’altra profezia, quella del premio Nobel Alan Turing (l’inventore del test di Turing) la nostra vita sarà radicalmente cambiata dalla diffusione dei robot e dell’intelligenza artificiale (in ogni forma essa si possa manifestare) già entro una trentina d’anni. Ecco perché saranno necessarie leggi adeguate.

Se un’auto robot investirà un pedone o causerà un danno a un’altra auto chi pagherà i danni? Di chi sarà la responsabilità penale se ucciderà un uomo che sta attraversando sulle strisce pedonali? Se un cobot, durante le ore di lavoro, causerà un danno fisico a un collega umano, chi risarcirà la vittima? Sono queste le risposte che dovrà dare una legge sui robot.

La legge sui robot dell’Ue e lo status giuridico dei robot

Nell’immediato la preoccupazione principale dei parlamentari che hanno chiesto una legge sui robot dell’Ue riguarda le macchine robot, quelle che fra qualche anno dovremmo vedere sfrecciare sulle nostre strade.

Ma è in discussione anche la possibilità che un giorno i robot possano essere considerati vere e proprie persone giuridiche, in quanto capaci di pensare e dunque di agire autonomamente. In cantiere potrebbe esserci anche la creazione di un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale, che dovrebbe occuparsi di tutti gli aspetti legati alla convivenza sociale con gli automi.

“Si potrebbe dotare i robot di una personalità virtuale”, ha spiegato la relatrice della risoluzione la deputata socialista Mady Delvaux. “Vogliamo creare un quadro giuridico per i robot che sono attualmente sul mercato o lo saranno nei prossimi 10 o 15 anni”.

 

Ecco alcuni articoli per approfondire le tematiche legate più o meno direttamente all’esigenza di una legge sui robot manifestata dall’Ue:

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