La forza del pensiero può guidare un robot a distanza

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La forza del pensiero può guidare un robot, anche a distanza. È la nuova frontiera della robotica che potrebbe aprire orizzonti inesplorati in numerosi settori.

Grazie a un sistema di telepresenza sviluppato dall’’EPFL, Ecole Polytechique Fédérale de Lausanne, diciannove persone, fra le quali nove tetraplegici , hanno potuto comandare a distanza con la forza del pensiero un robot che si trovava all’interno di un laboratorio della stessa scuola.

Comandare un robot con il pensiero è stato possibile anche grazie a un progetto del Mit, il Massachusetts Institute of Technology. Grazie al Mit in futuro un androide o un qualsiasi dispotivo robotico potrebbe diventare una estensione dell’uomo.

La forza del pensiero per ridare la libertà ai disabili

La ricerca delll’EPFL di Losanna ha avuto come obiettivo quello di restituire l’indipendenza a persone prive di autonomia e di capacità di movimento autonomo. “Le tecnologie – spiegano dall’EPFL – ha dato prova del buon funzionamento, sul piano umano e tecnico”.

Un gruppo di ricercatori ha lavorato a un approccio rivoluzionario fra cervello e macchina, per consentire di comandare un robot con la forza del pensiero. La ricerca è stata condotta su un gruppo composto da persone di nazionalità italiana, tedesca e svizzera.

Per alcune settimane, ciascuna delle persone coinvolte nella ricerca ha indossato un casco ricoperto di elettrodi, capace di analizzare i segnali emessi dal cervello. Segnali che poi sono stati trasmessi a distanza, in tempo reale, via Internet, al robot.

la-forza-del-pensiero-robotLa macchina, guidata dalla forza del pensiero, poteva filmare i suoi spostamenti. Chi si trovava al comando poteva anche interagire con le persone che il robot incrociava all’interno del laboratorio, proprio come se si trovasse sul posto. Un risultato che alcuni dei soggetti coinvolti nella ricerca sono riusciti a ottenere in meno di dieci giorni di pratica.

Al fine di non affaticare troppo il pilota è stato utilizzato un robot capace di evitare da solo gli ostacoli. Inoltre se il primo non forniva ulteriori indicazioni alla macchina quest’ultima continuava nell’ultima direzione indicata fino all’ordine di fermarsi.

Nessuna differenza è stata riscontrata tra capacità di pilotaggio tra disabili e normodotati.

Robot che si comandano con il pensiero, il progetto del MIT

Anche nel progetto del MIT una serie di elettrodi collegati alla testa di una persona hanno consentito di comandare un robot con la forza del pensiero.

Un team composto da esperti in robotica e intelligenza artificiale del MIT e della Boston University ha creato un sistema che ha permesso a un uomo di correggere gli errori dell’automa.

Gli elettrodi leggono gli impulsi elettrici che vengono dall’attività cerebrale e li trasmettono al robot. Il risultato è quello nel video sotto. In futuro sistemi come questo e quello dell’Ecole Polytechique Fédérale de Lausanne potrebbero consentire di comandare un robot con la forza del pensiero, senza dire una parola o premere tasti. Un robot ma anche una driverless car o altri dispositivi robotici (ad esempio le protesi robotiche, sulle quali si sta già lavorando)

Il robot utilizzato per il test del MIT è Baxter un cobot umanoide  di Rethink Robotics, una delle aziende di robotica specializzata nella realizzazione di robot collaborativi. La persona che lo ha comandato con il pensiero non ha fatto altro che essere d’accordo o in disaccordo con quello che stava facendo la macchina.

Puoi approfondire l’argomento sul sito del MIT.

La forza del pensiero può comandare un robot ma anche una… tartaruga

I ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology hanno sviluppato una tecnologia per controllare una tartaruga a distanza utilizzando solo la forza della mente.

In pratica hanno inventato un sistema non invasivo che consente di trasmettere comandi a un animale.  Si tratta di un sistema che sfrutta l’istinto dell’animale senza la necessità di impiantare elettrodi nel suo cervello o nel suo sistema nervoso.

Anche questo esempio dimostra che l’utilizzo di dispositivi che consentono di trasmettere il pensiero a distanza sarà normale in futuro. Questi dispositivi, insieme a tanti altri e alla realtà aumentata, ci daranno una sorta di superpoteri, ci consentiranno di “fare” utilizzando sensi diversi dai cinque che abitualmente utilizziamo. Ci trasformeranno in cyborg.

 

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