Chatbot, cos’è e come funziona il robot virtuale che risponde alle tue domande

chatbot-eloisa

Un chatbot (o chat bot) è un software che dialoga con te. Un assistente virtuale capace di risponderti su una serie di argomenti. Il nome già dice tutto. È composto da due parole: chat, dall’inglese to chat, che significa chiacchierare, e bot. Da questo si capisce che un chatbot è quindi una chat in cui il nostro interlocutore non è un essere umano come noi ma un robot virtuale con il quale possiamo chiacchierare, parlare, o al quale possiamo porre una serie di domande.

Per spiegarti meglio di cosa stiamo parlando, immaginati un amico che risponda alle tue domande in qualunque momento della giornata. Un amico o un’amica preparati solo su alcuni o su tanti argomenti sui quali possono darti una serie di risposte o sui quali possono dialogare con te. Ecco: questo amico o amica non sono umani ma sono il risultato del progresso dell’intelligenza artificiale.

chatbot

Chatbot, un robot online ancora imperfetto

Un chat bot è una forma di intelligenza artificiale che diventerà sempre più importante nei prossimi anni. Una forma di intelligenza artificiale che conoscerà sviluppi molto interessanti e, sotto certi aspetti, probabilmente anche inquietanti.

Il dialogo tra noi e un chatbot è simile a quello tra noi e un robot. In effetti stiamo parlando di una specie di robot, un robot online come qualcuno definisce questi assistenti virtuali. In questo caso non parliamo di robotica in senso stretto ma di robot virtuali che possono darci una mano in diversi momenti della giornata e in contesti diversi.

Alla base ci sono concetti complessi, come quelli legati all’evoluzione del deep learning, che nei prossimi decenni ci consentiranno di avere forme di intelligenza non umana sempre più evolute.

Chatbot, come funziona

In questi anni ci siamo abituati a conoscere i chat bot spesso sotto forma di app ma un chat bot non è necessariamente una app. Ci sono per esempio chatbot online ma anche sotto forma di ologrammi.

Il funzionamento per chi usa questi assistenti personali è molto semplice. Basta scaricare la app o collegarsi al sito web del chatbot per fare una domanda e ottenere una risposta. La domanda può essere scritta ma può anche pronunciata, nel caso di chatbot che comprendono il linguaggio umano. Queste forme di intelligenza artificiale sono ancora in via di perfezionamento, anche se già adesso alcuni chatbot possono risultare utili, anche solo per capire quali potranno essere gli sviluppi nei prossimi anni.

Chatbot esempi

chatbot-cos-e

Tra i chatbot in circolazione molto probabilmente conosci Siri, l’assistente virtuale per iPhone, iPad e iPod touch, o Google Now, l’assistente virtuale per smartphone e tablet Android. Su Windows 10 ha debuttato un altro chatbot: Cortana. Se questi software non ti soddisfano puoi sempre trovare un’alternativa.

 

 

chat-botEloisa è un chat bot online,  un chatbot italiano che comprende e risponde in nove lingue diverse, compresi il latino e il russo. È gratuito e si può provare sul sito ufficiale.

Eloisa significa Easy LOgic Intelligent Software Automa. Se le chiedete di autodescriversi Eloisa parla di sé come di un essere virtuale, una creatura del cyberspace.

 

mitsuku-chatbot

Tra i chatbot online ci sono anche Mitsuku, che ha un funzionamento è simile a quello di Eloisa, e Cleverbot

Amelia è la segretaria virtuale di Ipsoft di cui parliamo nell’articolo: Amelia robot, segretaria instancabile con un cervello artificiale.

Un discorso a parte va fatto per Azuma Hikari, ologramma e assistente virtuale, che è più di un chatbot, un home robot virtuale pronto a darci una mano nell’organizzazione della nostra giornata, fuori e dentro casa. Anche questo ologramma comunque può rispondere alle nostro domande. In questo caso ci avviciniamo a un assistente virtuale simile a Google Home e Amazon Echo.

 

chatbot-nadiaSoul Machines è una società che ha creato un assistente virtuale che si chiama Nadia e ha la voce dell’attrice Cate Blanchett. Questo chatbot è stato realizzato per il governo australiano che può così dialogare meglio e fornire una serie di informazioni utili a persone con disabilità.

La novità in questo caso è la capacità dell’avatar di leggere e interpretare le espressioni dell’interlocutore umano grazie alla telecamera del pc o del dispositivo mobile utilizzato da quest’ultimo.

L’intelligenza artificiale di Nadia si basa su IBM Watson, lo stesso software utilizzato per il robot Pepper (anche lui aspira a diventare il primo robot al mondo capace di interpretare le espressioni e lo stato d’animo umano).

E-Maria è il chatbot che risponde alle domande e alle curiosità di giovani e meno giovani sul tema della cannabis. E-Maria  è stata sviluppata dagli specialisti del Centro Medico Santagostino e da Heres, una start-up bolognese che ha lavorato al fianco degli studenti delle Scuole Manzoni di Bologna.

Sullo stesso argomento puoi leggere l’articolo: Assistente virtuale: app, ologrammi e robot. Come e quale scegliere

 

Potrebbero interessarti anche gli articoli:

Cervello artificiale, come funziona il supercomputer che pensa come noi

Scienze cognitive e processi decisionali, dove si studiano in Italia

Intelligenza artificiale e robotica, dove studiarle in Italia e all’estero

Vita artificiale, ora non è più fantascienza

Olografia, cos’è e come funziona

Test di Turing, cos’è e come funziona