Utilizzo droni in agricoltura, la coltivazione diventa “chirurgica”

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L’utilizzo droni in agricoltura è sempre più diffuso. Non è un caso che il di Mit di Boston nel 2014 ha inserito i droni agricoli al primo posto tra le novità tecnologiche più rivoluzionarie dei prossimi anni.

Utilizzo droni in agricoltura: l’ultima frontiera della precision farming

I droni per agricoltura rappresentano il futuro nella precision farming o agricoltura di precisione, strategia gestionale che si propone di massimizzare la resa agricola attraverso sofisticati strumenti di monitoraggio. Sensori a terra, sistemi Gps e apparecchiature di telerilevamento consentono infatti di valutare lo stato del terreno e adottare le tecniche di coltivazione più efficaci.

I droni, da questo punto di vista, offrono dall’alto una prospettiva inedita, un punto di osservazione privilegiato da cui è possibile raccogliere dati e informazioni su una singola pianta, monitorare lo stato fisiologico delle colture e l’insorgenza di eventuali malattie.

Equipaggiati con fotocamere multispettrali e un avanzato sistema di sensori – accelerometri, giroscopi e magnetometri – i droni sono in grado di garantire interventi sostenibili anche da un punto di vista ambientale. Calcolando infatti, con esattezza, le quantità di fertilizzanti o pesticidi di cui una coltivazione ha bisogno, è possibile evitare trattamenti inutili e ridurre i costi.

Utilizzo droni in agricoltura: in Giappone sono già una realtà  

utilizzo-droni-in-agricolturaAd Il Paese che si è accorto per primo che droni e agricoltura costituiscono un binomio vincente è stato il Giappone, dove circa 2500 robot agricoli vengono impiegati per eseguire interventi di spruzzatura nelle risaie. Il più utilizzato è il drone-elicottero RMax di Yamaha, che ha recentemente ottenuto il certificato di navigabilità anche negli Stati Uniti.

In Italia siamo ancora alle prime sperimentazioni, ma i risultati sono incoraggianti. La startup AeroDron, ad esempio, ha avviato in collaborazione con un gruppo di Università e aziende una serie di test su vigneti e coltivazioni di mais e pomodoro per elaborare un metodo di lavoro appropriato ad ogni singola tipologia di coltura.

utilizzo-droni-in-agricoltura_Utilizzo droni in agricoltura: Agrodron, il drone italiano

L’hanno ribattezzato drone-contadino, si chiama Agrodron ed è stato progettato e sviluppato tra Ravenna e Udine. Dotato di Gps, può essere comandato a distanza o programmato per volare autonomamente. Pesa 5,5 kg e può “lavorare” 10 ettari di terreno all’ora. Agrodron è stato già sperimentato su una coltivazione di mais, nel mantovano, rivelandosi molto efficace nella lotta ai parassiti. Il prezzo oscilla tra 2 mila e 20 mila euro.

Utilizzo droni in agricoltura, la Francia schiera Airinov

Pesa meno di 2 kg Airinov, drone ad ala fissa realizzato dall’omonima azienda francese. Si lancia a mano e atterra da solo dopo aver completato il suo giro di perlustrazione. Airinov ha debuttato nel campo della precision farming nel 2013, quando è stato testato da mille agricoltori su una superficie di circa diecimila ettari. Vediamolo in azione in questo video:

Utilizzo droni in agricoltura, gli Usa produrranno un vino migliore

Con il rilascio delle prime autorizzazioni, l’uso dei droni in agricoltura sta decollando anche negli Stati Uniti, dove il mercato è potenzialmente molto vasto. Tra le aziende più attive in questo settore segnaliamo Vine Rangers, start up californiana che utilizza droni con videocamere a infrarossi per monitorare i vigneti e migliorare la produzione vinicola. Droni agricoli stanno trovando applicazione anche nelle coltivazioni di mais in alcuni Stati del Sud.

 

Ci siamo occupati di droni anche negli articoli:

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