Uomini robot, ecco come guariremo da tutte le malattie

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Uomini robot più forti e più longevi. Sono tante le scoperte scientifiche e i progressi della robotica che ci stanno rendendo un po’ meno umani ma più resistenti alla fatica e alle malattie. Uomini robot, cyborgche possono contare su ingegneria cibernetica, biomedicina, ricerca robotica. Progressi impensabili solo poco tempo fa che adesso hanno un nome: arti bionici, organi artificiali come il pancreas o il cuore bionico, lenti impiantabili in grado di potenziare la nostra vista a tutte le età e distanze, esoscheletri sempre più sofisticati.

Uomini robot resistenti alle malattie

Il diabete è una malattia molto diffusa in Italia, legata alla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue. Il pancreas bionico nasce dagli studi di alcuni scienziati dell’Università di Boston ed è un dispositivo indossabile efficace nel caso di diabete di tipo 1, capace di monitorare i livelli di glucosio nel sangue mantenendolo entro valori accettabili e svolgendo di fatto il lavoro che dovrebbe svolgere il pancreas ammalato. Questo dispositivo dialoga via wireless con una app installata su iPhone. Uno strumento è perfettibile ma si sono gettate le basi per un buon inizio.

Uomini robot con la vista di Superman

uomini_robotOcumetrics  è una azienda canadese che sta sperimentando le sue Bionic Lens, lenti impiantabili nell’occhio umano, capaci di restituire per sempre una vista praticamente perfetta, potenziata, a chiunque, a tutte le distanze, senza la necessità di indossare lenti a contatto o occhiali e a tutte le età, anche a cento anni. Dietro al progetto ci sono già quasi dieci anni di studi e tanti brevetti.

Uomini robot con un cuore bionico

Bye bye vecchi pacemakers, verrebbe da dire leggendo quali sono le prospettive di un nuovo dispositivo cardiaco anche questo in sperimentazione, da parte dell’University of Illinois at Urbana-Champaign e Washington University di St. Louis. La novità consiste in una membrana che riveste il cuore monitorandolo grazie a una serie di sensori il cui obiettivo è inviare dati sulla salute dell’organo e di intervenire nel caso di attacchi cardiaci. Oltre a mantenere il ritmo dei battiti, la membrana invia degli stimoli elettrici all’organo e monitorizza lo stesso ritmo.

Nanobot contro infarto e cancro

Pattuglie di nanobot per combattere il cancro e l’infarto. Lavorano per migliorare il funzionamento del nostro organismo e del nostro cuore anche i nanobot, robot di dimensioni infinitamente piccole, che rappresentano la punta di diamante della ricerca biomedica e robotica di questi anni. L’idea è quella di iniettare pattuglie di nanobot nel nostro corpo per vigilare per esempio sullo stato di salute delle nostre arterie, dove si accumulano le placche che causano infarti e ictus. Nanobot anche contro il cancro. Come quelli che si studiano al Wyss Institute di Harvard. I nanobot un giorno potrebbero essere in grado “ordinare” alle cellule cancerogene di suicidarsi. Un meccanismo applicabile anche ad altre patologie.

Trovano applicazione in campo medico anche gli origami robot

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Nuove speranze per chi non può più camminare

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In Svizzera si lavora per ridare speranze a chi è costretto a muoversi su una sedia a rotelle perché paralizzato. Il dispositivo si chiama e-Dura. In sintesi si tratta di elettrodi che possono inviare impulsi al midollo spinale. Vengono applicati proprio al midollo spinale per stimolare il movimento. La sperimentazione ha già funzionato sui topi.

Uomini robot con gli esoscheletri 

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HULC, esoscheletro di Ekso Bionics per uso militare. Aiuta a trasportare pesi fino a 90 chili (foto Ekso Bionics / Flickr)

Di esoscheletri per disabili abbiamo parlato anche in altri articoli, come quello sull’esoscheletro per tornare a correre, o sull’esoscheletro per bambini sperimentato negli Stati Uniti. Gli esoscheletri per disabili sono capaci di sostenere il corpo umano e consentirgli allo stesso tempo di camminare o di riacquistare la capacità di camminare. Esoscheletri di questo tipo già da tempo vengono utilizzati nelle terapie di riabilitazione robotica.

Di esoscheletri sentiremo parlare non solo in medicina ma anche in altri ambiti. Ci riferiamo agli esoscheletri da combattimento, per dotare i militari di forza e resistenza senza precedenti. Soldati che diventeranno uomini robot capaci di muoversi e di agire in contesti difficili da affrontare anche per i più temprati.

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Un principio che può valere anche in ambito non militare, con l’utilizzo di esoscheletri per lavori particolarmente pesanti, come in edilizia.

Uomini robot grazie agli arti bionici

Gli arti bionici, le cosiddette protesi robotiche stanno rivoluzionando il concetto di disabilità. La mano robotica sta cambiando la vita a persone che da anni non sapevano più cosa fosse la normalità. Ce ne sono già in vendita diversi modelli, e nel 2017 sarà sul mercato anche quella progettata dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che la sta sperimentando insieme all’Inail. Una eccellenza italiana il cui obiettivo è quello di consentire a persone che hanno perso l’uso dell’arto di recuperarlo sostenendo costi accessibili. Una volta impiantata (per farlo peraltro non sono necessari interventi chirurgici invasivi) la mano robotica si comporta come se fosse una mano vera.

Discorso analogo per altre tipologie di arti bionici come il ginocchio elettronico, protesi robotiche capace di restituire la possibilità di correre, camminare, saltare, anche in acqua. Come consente di fare il ginocchio elettronico di Ottobock.

Così come altri arti robot, un dito bionico consente di restituire una vita normale a chi la normalità l’ha persa a causa di una malattia o un trauma. Realizzato dall’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico federale di Losanna consente di tornare di distinguere fra superfici diverse e trasmette al cervello sensazioni realistiche.

Uomini robot con i materiali intelligenti

L‘osso bionico è figlio della ricerca nel settore degli smart materials, materiali intelligenti che stanno cambiando molti oggetti che ci circondano. Nasce da una collaborazione tra l’Università Bicocca di Milano e l’Imperial College di Londra. È capace di rigenerarsi, di ripararsi da solo e in futuro potrebbe essere utilizzato per guarire fratture o sostituire parti di osso colpite da una malattia.

Sono solo alcuni degli spunti che ci fanno capire come robotica e biomedicina stanno lavorando, spesso dietro le quinte, per migliorare la nostra vita. Più longevi, come già sta accadendo in questi anni, con la vita che si allunga sempre di più, ma anche in salute. Magari un po’ più uomini robot, ma capaci di goderci la vita pienamente. Come solo gli umani sanno fare.

 

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