Umanoide, significato del termine e un po’ di storia

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Umanoide, significato del termine e un po’ di storia su quello che potrebbe diventare uno dei protagonisti della società del futuro.

Un umanoide è un robot dalle sembianze umane, una macchina intelligente in grado di muoversi e svolgere una serie di compiti in modo autonomo, interagendo con l’ambiente esterno. Per indicare un robot umanoide si usa anche il termine androide, dal greco andròs, che significa appunto uomo.

Che cos’è un umanoide, significato del termine

Un umanoide è un robot antropomorfo capace di replicare alcuni tratti tipici dell’essere umano, dalla forma del corpo alle abilità motorie e percettive. Ma non solo: l’obiettivo a lungo termine della robotica umanoide è ancora più ambizioso e va oltre il tentativo, già complesso, di riprodurre le caratteristiche fisiche e sensoriali dell’uomo. La sfida, che affascina e al tempo stesso spaventa, consiste infatti nel dotare i robot umanoidi di una sofisticata intelligenza artificiale, farli pensare come noi, imitando le nostre capacità cognitive.

Sull’argomento puoi leggere anche: Robot, significato e origine del termine

Il robot umanoide nella letteratura

Prima di entrare nel “mirino” degli scienziati, per decenni il robot umanoide è stato solo una suggestione letteraria. Il primo a parlarne nei suoi romanzi di fantascienza fu Isaac Asimov, il “profeta” della robotica, alla fine degli anni Trenta del Novecento.

Asimov è l’inventore dei robot positronici, umanoidi governati dalle tre leggi della robotica, che li rendono innocui e servizievoli. Grazie a un chip della personalità installato nel loro cervello, i robot positronici prendono decisioni autonome ma non possono provare emozioni. A questa regola sfugge però Andrew, robot umanoide protagonista del racconto “L’Uomo Bicentenario”, da cui è stato tratto anche un film (puoi leggere in proposito l’articolo Film sui robot, quelli che non dovreste perdervi).

Wabot-1, il primo umanoide moderno

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Wabot-1 in una immagine
degli anni Settanta

 

Sebbene sia una disciplina ancora giovane, la robotica umanoide esiste già da quasi mezzo secolo. Il primo prototipo di robot umanoide fu realizzato nel 1973 da un gruppo di ricercatori della Waseda University di Tokyo. Sotto la supervisione del professore Hirokazu Kato “nacque” Wabot-1, dotato di braccia, gambe e sensori tattili, visivi e uditivi. Wabot-1 era in grado di camminare, anche se molto lentamente, trasportare oggetti e sostenere brevi conversazioni, ovviamente in giapponese.

Nel 1979 fu sviluppato WL-9DR, una versione aggiornata di Wabot-1, dalla camminata più fluida e veloce. La Waseda University continuò i suoi esperimenti anche nei decenni successivi: nel 1984 fu la volta di Wabot-2, in grado di leggere la musica e di suonare l’organo, mentre a metà degli anni Novanta toccò a Wabian, che aveva 35 gradi di libertà, capace di ballare il mambo.

 

 

Robotica umanoide, a che punto è la ricerca

Negli ultimi anni i progressi compiuti nel campo della robotica umanoide sono stati notevoli. In Giappone, Italia, Stati Uniti e in altre parti del mondo si lavora allo sviluppo di piattaforme robotiche sempre più sofisticate, robot umanoidi in grado di affiancare o sostituire l’uomo in diversi ambiti della vita quotidiana. L’obiettivo dei ricercatori è creare una macchina perfettamente capace di muoversi nella nostra nella realtà, compatibile con i nostri ambienti, capace di interagire con noi in modo più “naturale”, possibile, proprio come noi facciamo come i nostri simili.

Asimo robot e iCub, ad esempio, sono due tra gli umanoidi più evoluti al mondo. Il primo, progettato e sviluppato dalla Honda, è il risultato di decenni di ricerca robotica: alto 130 cm per 50 kg di peso, cammina, corre, sale le scale, riconosce volti, voci e si esprime nella lingua dei segni. Asimo ha mani sensibili che gli consentono di afferrare gli oggetti dosando la forza e riesce a rimanere in equilibrio anche su una gamba sola. Ancora in fase di sviluppo, in futuro potrebbe essere utilizzato come robot di servizio.

Abbiamo parlato di Asimo anche negli articoli:

Il robot più intelligente del mondo: Asimo

Robot Honda: Asimo e i suoi “fratelli”

umanoide-significatoiCub, il robot bambino, è invece un “gioiello” tutto italiano. L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ci lavora ininterrottamente dal 2004. iCub è alto 104 centimetri, con 53 motori e quattromila sensori distribuiti su tutto il corpo. Impara dall’interazione con l’ambiente esterno, “esprime” emozioni e manipola oggetti di vario genere con incredibile accuratezza. Il suo valore, ancora molto alto, si aggira sui 250 mila euro. Un prezzo che al momento ne impedisce la commercializzazione. L’obiettivo degli scienziati dell’IIT è di utilizzare l’esperienza fatta in questi anni su iCub per realizzare un robot da compagnia, pensato per il mercato consumer, e dunque a un prezzo che si avvicina a quello di uno scooter.

 

Di iCub parliamo anche nell’articolo:

iCub, robot italiano intelligente. Prezzo e dettagli tecnici

 

Se vuoi approfondire la conoscenza dei robot umanoidi puoi farlo con questi articoli:

Robot umanoidi in vendita, prezzo e caratteristiche

Robot umanoidi in kit, prezzi dei modelli disponibili

Robot umanoidi: ecco quanto costano

Robot umanoidi giapponesi: i cloni di Hiroshi Ishiguro

Robot giapponesi, da Goldrake ad Asimo