Robotica umanoide: cos’è e a che punto è la ricerca

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Robot simili all’uomo. Dotati di braccia, gambe, sensi. La robotica umanoide è un campo di ricerca emergente destinato a catalizzare nei prossimi decenni l’attenzione e gli sforzi di scienziati e case costruttrici. Da frontiera fantascientifica – immaginata dalla letteratura e dal cinema all’inizio del Novecento – a realtà in continua evoluzione: negli ultimi trent’anni la ricerca robotica ha alzato l’asticella, costruendo macchine intelligenti antropomorfe in grado di interagire con l’uomo e di adattarsi all’ambiente circostante.

D’altronde, che il destino dei robot sia quello di vivere in simbiosi con gli esseri umani è scritto nell’etimologia della parola: fu il drammaturgo ceco Karel Capek ad utilizzarla per primo in una sua opera per descrivere dei moderni Frankenstein al servizio degli uomini. Era il 1920. Poi arrivò Isaac Asimov, il padre della narrativa di fantascienza, con i suoi robot positronici e le tre leggi della robotica, ormai famose. La robotica umanoide, quella vera, inizia a fare la sua comparsa negli anni Settanta quando gli ingegneri della Waseda University di Tokyo progetteranno Wabot-1, il primo robot dotato di braccia, gambe e sensori visivi.

Robotica umanoide: Giappone all’avanguardia con Asimo

Proprio in Giappone – che è oggi uno dei Paesi che sta investendo di più nel settore della robotica umanoide – è stato progettato e realizzato quello che da molti è considerato il robot più intelligente del mondo: Asimo. Capace di correre ed evitare ostacoli in movimento, questo umanoide targato Honda risponde a semplici comandi vocali, riconosce i volti e le voci di un gruppo ristretto di persone e riesce persino a dosare la forza per afferrare gli oggetti. La robotica umanoide nella sua migliore espressione.

Si chiama invece Pepper robot ed è già entrato in migliaia di case giapponesi, al prezzo di circa 1500 euro, il social robot creato dagli ingegneri francesi di Aldebaran Robotics (che adesso si chiama Softbank Robotics): un umanoide in grado di dialogare e leggere le nostre emozioni. Le sue caratteristiche lo rendono utile anche al di fuori delle mura domestiche: alcune aziende, infatti, lo hanno già testato come commesso.

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Su Pepper puoi leggere gli articoli:

Robot Pepper: prezzo e caratteristiche del robot più amato

Robot Pepper: un robot per amico

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Possiede analoghe capacità relazionali RoboThespian, l’umanoide che si può prendere in affitto per spettacoli o manifestazioni commerciali. A differenza di Asimo e Pepper, non cammina ma parla, canta e balla. RobotThespian è stato realizzato da Enginereed Arts, che ha progettato e sta perfezionando anche Socibot e Byrun.

Nao è un’altra creatura di Aldebaran Robotics ed è quanto di meglio possa offrire oggi il campo della robotica educativa. Una piattaforma didattica programmabile che è stata sperimentata anche in diverse scuole italiane, anche se il suo costo resta ancora relativamente alto

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Di Nao abbiamo parlato anche in questi post:

Nao robot, prezzo e dettagli sul simpatico umanoide

Nao robot, il “prof” che insegna l’informatica

Robot Nao, come funziona – Dettagli tecnici

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E come non ricordare, quanto si parla di robotica umanoide, i robot umanoidi giapponesi: i cloni di Hiroshi Ishiguro, quasi indistinguibili dagli essere umani. Belli e inquietanti al tempo stesso questi androidi dello scienziato Hiroshi Ishiguro, ormai da anni genio di fama internazionale.

Robotica umanoide: l’Italia risponde con iCub, R1 e Walk-man

Parliamo adesso di umanoidi made in Italy, progettati e realizzati dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova: iCub, il robot bambino, R1, personal humanoid robot, e Walk-man, robot umanoide specializzato in emergenze.

Dotato di sensori tattili e visivi, iCub pesa 22 kg ed è progettato per imparare, anche dagli errori. Capisce semplici comandi vocali, esprime “emozioni” e afferra gli oggetti dosando la forza, come Asimo. È una piattaforma di studio sul quale l’IIT prevede di poter progettare social robot da mettere in commercio nei prossimi anni a prezzi vicini a quello di uno scooter. Nasce proprio da questa esperienza su iCub il robot R1, un personal robot pensato per collaborare con noi in casa e nelle attività lavorative. Di lui parliamo negli articoli: R1 robot, il personal robot umanoide italiano – Robot R1, prezzo e dettagli tecnici – Robot R1, cosa fa l’umanoide italiano.

Decisamente più imponente di iCub, Walk-man, robot umanoide specializzato in emergenze è un umanoide soccorritore a pilotaggio remoto in grado di camminare in luoghi affollati e strisciare sui detriti. Mani sofisticatissime gli consentono di guidare, aprire porte e utilizzare attrezzi da lavoro.

Nel 2015 si è classificato 17esimo al Darpa Robotics Challenge, la più importante competizione mondiale per robot vinta da un umanoide coreano con caratteristiche simili a quelle di Walk-man. Il suo nome è Hubo e può essere impiegato in zone disastrate grazie ad un paio di ruote installate sulle ginocchia che gli consentono di muoversi velocemente. Eccolo in azione:

Anche l’Iran ha il suo robot umanoide

robotica-umanoideSi chiama Surena, ed è già alla sua terza generazione. È figlio di un progetto di robotica umanoide dell’Università di Teheran che risale al 2008. Surena III è una piattaforma robotica che si basa su Robot Operating System (se vuoi approfondire questo argomento leggi anche l’articolo Programmare un robot con ROS – Robot Operating System). Surena ricorda Asimo e il suo “percorso” nel tempo. È però decisamente più “voluminoso”. È alto un metro e novanta e pesa 98 chili.

Per saperne di più: Surena: anche l’Iran ha il suo robot umanoide intelligente

 

Atlas, il robot umanoide per le emergenze

Tra le piattaforme di robotica umanoide più avanzate c’è sicuramente Atlas, robot umanoide realizzato da Boston Dynamics. Atlas è alto 1.88 metri e pesa 150 chili. Non si esclude in futuro di utilizzarlo in situazioni di emergenza, particolarmente rischiose per l’uomo. Di lui parliamo nell’articolo Atlas robot, l’umanoide di Google.

Robotica umanoide, tra difficoltà e prospettive

Riprodurre in un robot le stesse capacità motorie, sensoriali e intellettive dell’uomo è una sfida ambiziosa e ancora lontana dall’essere vinta. Negli ultimi decenni la robotica umanoide ha fatto passi da gigante, creando delle macchine intelligenti sempre più somiglianti a noi e in alcuni casi capaci addirittura di farne le veci. Asimo e compagni restano tuttavia dei cloni ancora imperfetti. Così simili eppure ancora così diversi. Nella maggior parte dei casi, piattaforme sperimentali su cui, probabilmente, lavoreranno anche le prossime generazioni di ricercatori. Solo il tempo ci dirà se entro il 2050 una squadra di robot umanoidi riuscirà davvero a battere la nazionale campione del mondo di calcio. O se addirittura vent’anni prima – come ha previsto il numero uno della Nasa, Charles Bolden – una colonia di robot umanoidi riuscirà a costruire su Marte un habitat adatto alla sopravvivenza dell’uomo.

 

A proposito di robotica umanoide e dei progressi della robotica, potete leggere anche: 

Robot umanoidi, guida a tutti i modelli

Robot umanoidi in vendita, prezzo e caratteristiche

Robot umanoidi, ecco quanto costano 

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