Robot subacqueo, cos’è e come funziona

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Il robot subacqueo è un robot sottomarino teleguidato in grado di operare a profondità spesso inaccessibili a noi. Comandato a distanza da navi o piattaforme petrolifere, il robot sub trova applicazione in numerosi ambiti, anche molto diversi tra loro: dall’estrazione petrolifera al monitoraggio dei fondali per la tutela dell’ambiente marino, dal recupero di relitti al rilevamento di mine e ordigni subacquei. Dotato di videocamera e luci, il robot sottomarino può essere equipaggiato con sonar, magnetometri, bracci meccanici o strumenti di campionamento dell’acqua.

Robot subacqueo, differenza tra Rov e Auv

Esistono due tipologie di robot subacqueo: Rov e Auv. Un Rov – acronimo di Remotely operated vehicle – è un sub robot che funziona solo se collegato via cavo alla postazione remota di riferimento. L’Auv o Autonomous underwater vehicle è invece un robot in grado di trasmettere dati e video in tempo reale tramite una connessione wireless.

Robot subacqueo: i Rov della serie Pluto

robot-subacqueo.jpgGrazie a un Rov di ultima generazione, nel 2012 un team di archeologi ha individuato negli abissi del golfo dell’Asinara, a nord della Sardegna, il relitto della Corazzata Roma, nave da guerra affondata dall’aviazione tedesca il 9 settembre 1943. Il ritrovamento, di importate valore storico, si deve all’utilizzo del robot sottomarino Plutopalla prodotto dall’azienda Gaymarine. Collegato a un cavo ombelicale, pesa 60 kg ed è in grado di raggiungere mille metri di profondità in appena 15-20 minuti. Recentemente, Pluto Palla è stato impiegato anche nelle acque antistanti la Toscana, dove ha scoperto – a oltre 400 metri di profondità – un giacimento di anfore risalenti al I secolo d.C.

Tra i Rov della serie Pluto, anche Pluto plus, utilizzato in ambito militare per attività di ispezione e controminamento. Dotato di cinque motori a propulsione, tre sonar e una videocamera, può spingersi fino a 300 metri di profondità e sopportare un carico massimo di 100 kg.

Il mini robot subacqueo di RovBuilder

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I robot sub non si rivolgono solo a enti di ricerca, compagnie petrolifere e Marine militari. RovBuilder, ad esempio, produce una gamma di mini robot subacquei per diving center, scuole di immersione e aziende di allevamento ittico. Distribuiti in Italia da Sandy Air Corp, raggiungono fino a 400 metri di profondità con costi che oscillano tra 2500 e 39 mila euro, a seconda dell’equipaggiamento scelto.

 

Robot subacqueo: da OpenRov un kit e un drone open source

OpenRov ha realizzato un kit per costruire un robot sottomarino open source, sviluppato da una community di ingegneri, hobbisti ed esperti informatici. Dotato di luci di bordo, laser e fotocamera, si comanda con un joypad e può spingersi fino a 100 metri di profondità. Sullo store ufficiale costa 899 dollari, circa 827 euro (prezzo rilevato a novembre 2015).

Può immergersi alla stessa quota anche Trident, un robot subacqueo sviluppato da OpenRov per la mappatura 3D dei fondali marini. Su Kickstarter il progetto ha raccolto fondi per 815 mila dollari, ben oltre l’obiettivo minimo prefissato di 50 mila. Trident è un drone lungo 40 centimetri per 2,9 kg di peso, si muove a una velocità di due metri al secondo e ha un’autonomia di tre ore. Si può prenotare al prezzo di 1199 dollari (1103 euro).

I robot sub autonomi

Meno diffusi rispetto ai Rov, i robot subacquei autonomi sono pensati principalmente per il settore scientifico e militare. Auv Ecomapper, ad esempio, è un drone che può essere utilizzato per misurare la qualità delle acque o ispezionare aree contaminate dallo sversamento di sostanze tossiche. Per informazioni sul prezzo bisogna contattare i produttori sul sito dell’azienda.

Hugin è tra i robot sottomarini di punta della norvegese Kongsberg. Ideale per il controllo dei fondali e per attività di ricognizione e intelligence, può raggiungere seimila metri di profondità. Anche in questo caso, per maggiori dettagli sul prezzo, bisogna rivolgersi all’azienda che lo produce

 

Tra i sub robot in circolazione segnaliamo infine quelli realizzati da Ocean Technology Server, usati prevalentemente per il monitoraggio dell’ambiente marino costiero. Della serie Iver, in particolare, ne sono stati venduti oltre 200 in tutto il mondo.

 

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