Robot su Marte, gli umanoidi ci aiuteranno a sbarcare sul pianeta rosso

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I robot su Marte, diversamente da quanto si pensa, non sono un’invenzione recente. Da più di mezzo secolo sonde spaziali e rover autonomi ci forniscono immagini e dati aggiornati sul Pianeta Rosso, in attesa dello sbarco del primo uomo che secondo le previsioni della Nasa dovrebbe avvenire entro il 2030.

Robot su Marte, una storia lunga cinquant’anni

Nel 1965 la sonda Mariner 4 sorvolò per la prima volta Marte, scattando una ventina di foto che rivelarono – come sulla Luna – la presenza di crateri. Con la gemella Mariner 9 si riuscì a mappare oltre l’80% della sua superficie, mentre il primo mezzo robotico ad atterrare su Marte fu nel 1976 il rover Viking I, un robot su ruote in grado di muoversi autonomamente su terreni accidentati. Missioni successive, promosse dalla Nasa e dall’Agenzia spaziale europea, hanno permesso di ampliare il nostro bagaglio di conoscenze su questo pianeta che ora aspetta solo di essere “colonizzato” dall’uomo.

Robot su Marte: Robonaut il primo robot umanoide nello spazio

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Robonaut 2 in una foto pubblicata sul sito della Nasa

L’approdo dei primi astronauti su Marte sarà preceduto dall’invio in avanscoperta di un gruppo di robot umanoidi che avrà il compito di preparare l’arrivo degli equipaggi umani. Nel 2000 la Nasa, in collaborazione con la Darpa, ha sviluppato la prima versione di Robonaut, un robot astronauta – privo di arti inferiori – in grado di sostituirsi all’uomo nello svolgimento di operazioni semplici e ripetitive all’interno della Stazione spaziale internazionale. Dotato di 350 sensori diversi, Robonaut ha mani sofisticate che gli consentono di afferrare oggetti e girare manopole dosando la forza. Vede attraverso cinque telecamere, di cui una a infrarossi, ed è controllato da una quarantina di processori.

Nel 2010, con il contributo di General Motors, è nato Robonaut 2, dotato di gambe e quattro volte più veloce del suo predecessore. Dal 2011 lavora a bordo della Stazione spaziale internazionale e in futuro dovrebbe cimentarsi nelle prime passeggiate in assenza di gravità.

Robot su Marte: Valkyrie alla conquista del Pianeta Rosso

Un compito più delicato dovrebbe invece spettare a Valkyrie, “fratello” maggiore di Robonaut. Potrebbe essere lui, infatti, il primo robot su Marte con capacità decisionali autonome. Alto 190 centimetri per 125 kg, Valkyrie è un robot umanoide realizzato nel 2013 dal Johnson Space Center della Nasa in collaborazione con l’Università del Texas. Dotato di 44 gradi di libertà, ha braccia flessibili e una testa e un busto ruotabili. Al posto delle gambe Valkyrie ha due pinze con luci, fotocamere e sensori per realizzare mappe 3D. Progettato come robot soccorritore – al pari di Atlas robot e Walk-man – il suo vero obiettivo è arrivare su Marte. Per questo, la Nasa ha chiesto la consulenza del Mit e della Northeastern University di Boston, due tra le università più all’avanguardia nel campo della robotica umanoide. Se la tabella di marcia verrà rispettata, entro un decennio Valkyrie guiderà la prima pattuglia di robot su Marte. Gli eredi di Neil Armstrong si rassegnino: la prima impronta sul Pianeta Rosso sarà quella di un robot umanoide.