Robot giapponesi: da Goldrake ad Asimo

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Robot giapponesi: da Goldrake ad Asimo, robot capace anche di correre e persino battere i calci di rigore. Sono trascorsi 40 anni dal cartone che ha fatto sognare i bambini – oggi adulti – di tutto il mondo. I robot giapponesi in questi anni sono usciti dalla fantasia e aspirano adesso a entrare nella vita delle famiglie,

Asimo è un po’ simbolo di questa rivoluzione. Il Sol Levante è tra i primi Paesi dove i robot stanno diventando fenomeno sociale.

Robot giapponesi: la scommessa delle case automobilistiche

Il progetto di Honda è probabilmente il più noto: Asimo è tra i robot giapponesi più conosciuti. Un concentrato di tecnologia che non finisce di stupire. I suoi movimenti fluidi ne fanno l’umanoide più simile all’uomo. Ma anche altre case automobilistiche giapponesi sono al lavoro sullo stesso fronte. Sullo sfondo restano i progetti per auto sempre più tecnologiche e robotizzate, fino al raggiungimento dell’obiettivo della driverless car, l’auto che non avrà più bisogno di un guidatore. Ma il focus è anche su robot che possano diventare partner per le famiglie, capace di aiutare in casa, integrarsi con i sistemi domotici, assistere gli anziani. Insomma macchine capace di rendere la vita pià facile.

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Robot giapponesi: Robina di Toyota

Toyota è al lavoro su progetto il cui nome è già un programma: Partner robot e sta lavorando per sviluppare automi che possano aiutare le persone, basandosi sulle proprie competenze nel campo della robotica industriale e nell’applicazione di tecnologie all’avanguardia in settori come l’industria automobilistica e l’IT.

Robot giapponesi: business per le Telco

Prima i telefonini, poi gli smartphone e i tablet. Adesso gli umanoidi. In giappone le compagnie telefoniche stanno lavorando per fare dei robot la nuova piattaforma per la vendita dei loro servizi.

Softbank ha già venduto migliaia di esemplari di Pepper, il robot realizzato dai francesi di Aldebaran Robotics. In questo caso non si tratta di robot giapponesi, ma lo sono e lo saranno i servizi correlati forniti naturalmente proprio da Softbank che insieme al prezzo di vendita di Pepper ha anche previsto un canone di abbonamento mensile.

NTT farà una operazione analoga con un altro robot, Sota, progettato dalla società giapponese VStone. La compagnia di telecomunicazioni ha annunciato che Sota costerà circa 100 mila yen (che equivalgono più o meno a 720 euro) cifra alla quale bisognerà aggiungere circa 30 euro per il canone mensile dei servizi (Pepper è stato venduto a circa 1500 euro più un canone mensile corrispondente a 180 euro).

I robot giapponesi di Hiroshi Ishiguro

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Robot giapponesi: le copie “umane” di Hiroshi Ishiguro

Non si può parlare di robot giapponesi senza ricordare gli umanoidi di Hiroshi Ishiguro. Vere copie umane al punto che Ishiguro – Chief Technology Advisor di VStone e professore all’Università di Osaka – ha anche realizzato un umanoide copia quasi indistinguibile di sé stesso.

Tra i robot giapponesi di Ishiguro anche Geminoid F, diventata nota in Italia per avere recitato in una piece teatrale. Ne parliamo nell’articolo: Geminoid robot: quando la robotica imita l’uomo

Per approfondimenti su robot giapponesi, Softbank, Sota e sugli umanoidi citati in questi articolo leggi i post:

Robot umanoidi giapponesi: i cloni di Hiroshi Ishiguro

Robot Honda, Asimo e i suoi “fratelli”

Il robot più intelligente del mondo: Asimo

Robot Sony, dagli umanoidi ai cani robot

Pepper Robot, la carica dei mille

Pepper Robot commesso di negozio

 

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