Robot chirurgico, la nuova frontiera della chirurgia è robotica

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Il robot chirurgico è una piattaforma robotica che consente di eseguire interventi mini invasivi complessi e ad alta precisione. Sta diventando una presenza fissa nelle sale operatorie, ma non è un robot dotato di intelligenza artificiale. Almeno per il momento, il robot chirurgo non è in grado di prendere decisioni autonome ma viene controllato a distanza da un vero chirurgo che sceglie come e quando utilizzarlo.

I vantaggi derivanti dall’uso del robot chirurgico sono diversi: non lascia cicatrici estese, riduce i tempi di degenza e consente una ripresa post-operatoria più rapida. I suoi principali campi di applicazione sono l’urologia, la chirurgia generale, la cardiochirurgia e la ginecologia.

Robot chirurgico: il robot Da Vinci

Il robot chirurgico più diffuso al mondo è il robot Da Vinci. Sviluppato nel 1999 dalla Intuitive Surgical, compagnia americana specializzata nel campo della chirurgia robotica, è costituito da quattro bracci meccanici comandati a distanza da una console operatoria, dotata di joypad e schermo 3D.

Gli strumenti chirurgici, montati sulle estremità dei bracci, garantiscono un’ampia libertà di movimento consentendo al chirurgo di raggiungere, attraverso incisioni di pochi millimetri, anche le zone dell’organismo più difficili da operare.

Oggi sono circa tremila i robot chirurgici Da Vinci installati nelle sale operatorie di tutto il mondo. Di questi, una settantina solo in Italia – i principali centri che li utilizzano si trovano a Milano, a Roma,  a Pisa e Grosseto ma anche in altre città italiane – dove vengono usati prevalentemente per interventi di prostatectomia robotica, ovvero la chirurgia robotica per la prostata, e per la rimozione di tumori dell’addome e dell’utero.

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Per saperne di più sul robot Da Vinci e sui centri italiani che lo utilizzano puoi leggere gli articoli

Robot Da Vinci, come funziona la chirurgia robotica 

Il robot Da Vinci e la chirurgia robotica in Italia

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Il robot chirurgico e la prostatectomia robotica

La prostatectomia robotica è un intervento poco invasivo per la rimozione della prostata in tutti quei casi in cui ciò si renda necessario. Nella prostatectomia robotica vengono utilizzate cannule di pochi millimetri (si dice per questo motivo che l’intervento viene eseguito per via laparoscopica)  con l’ausilio di un robot chirurgico. Il chirurgo impartisce i comandi al robot e segue l’intervento su un monitor. L’utilizzo del robot chirurgo consente una elevata precisione nell’esecuzione dell’intervento.

Al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, per esempio gli interventi di prostatectomia robotica li esegue Hal, che funziona più o meno come il robot Da Vinci. Prodotto negli Stati Uniti, è provvisto di bracci robotici e di un “occhio” tridimensionale con capacità di ingrandimento fino a 12 volte. In futuro si pensa di utilizzarlo anche per il trattamento di patologie ginecologiche e dell’esofago.

Il robot chirurgico a ultrasuoni

Con Futura, progetto dell’Unione Europea coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la chirurgia robotica diventa a ultrasuoni. L’obiettivo è l’utilizzo di un robot chirurgico in grado di trattare i tumori addominali in modo non invasivo. Dotato di due bracci robotici, questa macchina – ancora in fase sperimentale – bombarda le cellule tumorali con fasci di ultrasuoni ad alta intensità, senza intaccare i tessuti sani.  Tra i partner del progetto, finanziato dall’Ue con 3 milioni di euro, anche l’Università scozzese di Dundee – dove vengono eseguiti i test – e un gruppo di aziende del settore.

Abbiamo parlato del progetto Futura anche nell’articolo Robot in Italia, ecco perché siamo all’avanguardia.

Robot chirurgico: problemi alla colonna vertebrale, ci pensa Mazor

Mazor Renaissance è un robot chirurgo (nella foto accanto al titolo di questo articolo)  specializzato in operazioni di chirurgia spinale. Come tutti i robot chirurgici si basa su un approccio mini invasivo. Prodotto dall’israeliana Mazor Robotics, viene usato per stabilizzare la colonna vertebrale, per la cura della scoliosi e il trattamento dei tumori spinali. Partendo dalle immagini della Tac, il chirurgo pianifica le diverse fasi dell’intervento che Mazor esegue poi con estrema precisione, avvalendosi di strumenti chirurgici e mezzi di fissaggio. In Italia, Mazor si può trovare al Cto di Torino.

In questo video lo vediamo in azione:

 

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