Robot chirurgici: ecco come funzionano e come diventeranno autonomi

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Robot chirurgici: siamo solo all’inizio di una trasformazione che renderà i robot sempre più protagonisti ed essenziali in sala operatoria. E in futuro anche autonomi. Sì avete capito bene. Autonomi, capaci di decidere in autonomia, anche nei momenti più difficili.

Robot chirurgici: in sala operatoria dagli anni Ottanta

Il robot chirurgico è comparso nelle sale operatorie a metà degli anni Ottanta e da allora non le ha più lasciate. L’alleanza tra medici e robot da allora è diventata sempre più forte e già oggi sarebbe difficile farne a meno. I robot chirurgici assicurano interventi più precisi e meno invasivi per i pazienti. Le applicazioni sono tante: dalla prostatectomia robotica agli interventi al cuore e ai reni, all’isterectomia, l’asportazione dell’utero nella donna. Giusto per fare solo qualche esempio.

Il chirurgo può trovarsi nella stanza accanto alla sala operatoria così come a chilometri di distanza, ma la sua presenza è ancora essenziale. 

Robot chirurgici: il robot da Vinci

robot-chirurgico-da-vinci-chirurgia-roboticaIl robot da Vinci è probabilmente il più noto robot chirurgico in circolazione e il più diffuso nel mondo. Non è un robot autonomo ma un partner del chirurgo in sala operatoria. Significa che è una estensione delle “mani” umane, è uno strumento, sofisticatissimo, ma ancora uno strumento e come tale non dotato di nessuna autonomia. Il chirurgo opera utilizzando il robot, che guida da dietro uno schermo all’interno del corpo del paziente. È lui che continua a decidere, è lui che dice al robot cosa fare e il robot esegue, assicurando in cambio maggiore precisione rispetto alle mani umane e minore invasività degli interventi.

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Robot Da Vinci, come funziona la chirurgia robotica

Il robot Da Vinci e la chirurgia robotica in Italia

Robot chirurgici per gli interventi alla schiena

Il principio di utilizzo del robot Da Vinci è analogo a quello che consente l’impiego di altri robot in sala operatoria. Mazor Robotics, per esempio, è specializzata nella realizzazione di robot per la neurochirurgia spinale. Parliamo di delicati interventi alla schiena, in casi gravi di scoliosi, deformazioni, tumori, nei quali grazie al robot in sala operatoria viene applicata una procedura pianificata prima dell’intervento. Anche in questo caso il robot è uno strumento di chirurgia assistita.

Robot chirurgici sempre più autonomi

Finora i robot chirurgici sono stati uno strumento di realtà aumentata per il  chirurgo, senza il quale non sono nulla e senza il quale non possono agire. In sala operatoria la presenza umana, del chirurgo e dei suoi assistenti, virtuale o reale, è essenziale e probabilmente lo sarà ancora per molti anni. Ma all’orizzonte si affaccia una nuova generazione di robot autonomi o semi autonomi capaci non solo di ricevere ed eseguire comandi ma anche di prendere decisioni. Quando ciò avverrà la robotica avrà compiuto un ulteriore passo avanti, una svolta verso la realizzazione di macchine sempre più indipendenti da noi. È quello che si sta cercando di fare anche in molti altri settori nei quali trova applicazione la robotica. Le driverless car, per esempio, vengono testate da anni in vista di auto a guida autonoma praticamente perfette, che non avranno più bisogno di un guidatore umano.

Robot chirurgici autonomi: ecco STAR

robot-chirurgiciNel settore della chirurgia robotica invece si sta sperimentando STAR, che significa Smart Tissue Autonomous Robot, un braccio robotico capace di agire autonomamente o in semi autonomia in sala operatoria. Siamo ancora alla fase dei test. Ad eseguirli è stato  lo Sheikh Zayed Institute for Pediatric Surgical Innovation di Washington su tessuti animali. STAR è stato utilizzato per l’anastomosi chirurgica, la sutura di due visceri cavi che vengono resi in tal modo comunicanti, eseguita con successo sui maiali. Potrebbe essere il primo passo verso robot chirurgici sempre più indipendenti dall’uomo.

 

Di robot chirurgici parliamo anche nell’articolo:

Chirurgia robotica, niente paura se vi opera un robot