iCub, il robot bambino sta crescendo

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iCub è il robot bambino italiano dallo sguardo tenero e curioso, che non smette mai di crescere. Ha 53 motori grazie ai quali può muovere la testa e gli arti. E riesce a vedere e ad ascoltare quello che gli diciamo.

iCub in realtà è un robot umanoide sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova come parte del progetto europeo “RobotCub”. Una storia lunga un decennio raccontata dall’ITT in un video che ci svela chi è veramente iCub.

Un robot bambino di 22 chili

Un robot bambino alto poco più di un metro (104 centimetri)  che pesa 22 chili. iCub è capace di parlare, è dotato di vista, udito e tatto. Impara quotidianamente cose nuove. iCub è oggi la piattaforma di sperimentazione robotica più diffusa al mondo, con 30 esemplari presenti in centri di ricerca di altrettanti Paesi.

Il suo nome deriva da “I” di “I Robot”, il romanzo quasi profetico di Isaac Asimov, e da “man-cub”, un termine che in inglese indica un bambino sotto i sette anni, e che nel Libro della Giungla veniva anche utilizzato per indicare uno dei protagonisti, il “cucciolo” di uomo Mowgli.

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Isaac Asimov, nato nel 1920 in Russia ma vissuto negli Stati Uniti, è anche noto per le tre leggi della robotica.  Se vuoi approfondire questo argomento puoi leggere l’articolo Isaac Asimov, il profeta della robotica

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Questo video mostra come impara ed esegue alcuni comandi, collegando il linguaggio alle azioni.

Ma come è possibile che un robot possa rispondere agli stimoli esterni in un modo che ricorda gli esseri umani? L’intelligenza artificiale ha spiegato recentemente uno dei “papà” di iCub, Giorgio Metta, altro non è che un insieme di algoritmi che partendo da una serie di dati consentono alla macchina, e dunque al robot, di rispondere ad una serie di situazioni anche quando queste non si sono ancora presentate in passato. La sfida del presente e del futuro è che partendo proprio dagli algoritmi i robot siano in grado di fornire risposte a una pluralità crescente di stimoli esterni.

Icub, il robot bambino che costa ancora troppo

Tra le sfide del futuro c’è sicuramente quella di abbattere i costi di robot come iCub. Attualmente si stima che il suo valore si aggiri sui 250-300 mila euro. Troppo per potere pensare a una sua commercializzazione. L’obiettivo è quello di comprimere questi costi fino a renderli vicini a quelli di uno scooter. Per questo dall’esperienza su iCub è nato R1 robot, il personal robot umanoide italiano, un robot domestico pensato per darci una mano in una serie di attività.

Per saperne di più sul robot bambino dell’IIT puoi leggere: iCub robot italiano intelligente. Prezzo e dettagli tecnici

Su R1 ti consigliamo anche: Robot R1, prezzo e dettagli tecnici e Robot R1, cosa fa l’umanoide italiano

 

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