Realtà virtuale, cos’è e come funziona

realtà-virtuale-cose

Realtà virtuale, cos’è e perché vale la pena provarla. La realtà virtuale è una realtà simulata, un ambiente tridimensionale costruito al computer che può essere esplorato e con cui è possibile interagire usando dispositivi informatici – visori, guanti, auricolari – che proiettano chi li indossa in uno scenario così realistico da sembrare vero.

Realtà virtuale e realtà aumentata

A differenza della realtà aumentata che arricchisce, potenzia, “aumenta” la nostra percezione del mondo con una serie di contenuti digitali, la realtà virtuale è immersiva, isola l’utente dall’ambiente esterno trasportandolo in una realtà parallela che lo assorbe completamente. Con la realtà aumentata ciò non avviene, in quanto questa non costruisce realtà parallele ma ci consente di vivere meglio, con una serie di input aggiuntivi, quello che ci circonda.

Realtà virtuale, non solo videogame

La realtà virtuale trova applicazione in diversi ambiti. Dai videogiochi al cinema, dall’archeologia alla medicina, dal turismo al settore militare. Tutto diventa possibile, non ci sono limiti: sparare in prima linea, pilotare un jet, nuotare con gli squali, visitare la Casa Bianca. Nella realtà virtuale non c’è niente di troppo pericoloso o costoso che non si possa fare.

Realtà virtuale, cos’è e come funziona un visore 3D

realtà-virtuale-coseQuando si parla di realtà virtuale, il primo oggetto a cui pensiamo è il visore 3D, un dispositivo a forma di casco o di occhiali che consente di vivere un’esperienza sensoriale in un mondo “parallelo” ma tangibile. In questo campo le più grandi aziende del settore tecnologico hanno giocato d’anticipo, sviluppando alcuni modelli pensati per l’intrattenimento.

Samsung Gear VR, per esempio, è un visore per la realtà virtuale che consente di giocare, vedere foto e video a 360 gradi. Pesa circa 300 grammi ed è dotato di un giroscopio, un accelerometro e un sensore di prossimità. Per funzionare, Gear VR deve essere collegato a uno smartphone. Esattamente come Google Cardboard, un visore di cartone compatibile con dispositivi IOS e Android. Scaricando un’app dedicata, puoi “entrare” nelle foto e nei video che hai realizzato, visitare la reggia di Versailles o vedere da vicino altri monumenti e opere d’arte direttamente dal divano di casa tua.

L’azienda Oculus VR, recentemente acquistata da Facebook, ha realizzato un visore – con microfono e auricolare integrati – che non ha bisogno invece dello smartphone. Si chiama Oculus Rift e va connesso al pc o a una console per videogiochi.

Nel settore del gaming, Sony propone la realtà virtuale per PS4: un visore per Playstation 4 che renderà ancora più realistica l’esperienza di gioco. Guardate questo video per farvi un’idea:

In guerra o indietro nel tempo con la realtà virtuale

La realtà virtuale non è solo sinonimo di divertimento: può avere anche una valenza culturale e divulgativa. Consente di visitare a distanza mostre, musei e siti archeologici – questi ultimi ricostruiti in 3D esattamente come si presentavano secoli fa -, viene utilizzata per formare giovani medici che possono ad esempio simulare l’esecuzione di un intervento di chirurgia robotica per prendere dimestichezza con la sala operatoria. O ancora, può essere impiegata – come già avviene in alcune parti del mondo – per l’addestramento dei soldati che imparano così a pilotare un carro armato o a muoversi su un terreno impervio senza uscire dalla caserma.

In questo video – che andrebbe visto con un visore per essere apprezzato appieno – entriamo nei quadri di Salvador Dalì:

Quelle che abbiamo descritto sono solo alcune delle possibilità che offre la realtà virtuale che in futuro raggiungerà un livello di interattività e assorbimento sempre più elevato.

Realtà virtuale e robot

Cosa c’entra la realtà virtuale con i robot e con la robotica? C’entra eccome. Ti mostreremo adesso un video in cui un robot umanoide, Romeo robot, grazie alla realtà virtuale impara nuovi comportamenti o può eseguire una serie di comandi in determinate situazioni particolarmente difficili.

Grazie a questo sistema, il controllo a distanza dei robot può essere d’aiuto in tutti i casi in cui l’androide non sappia fare fronte a particolari situazioni. Se si tratta di un robot badante, per esempio, potremmo dovere intervenire in situazioni particolarmente complesse o delicate dopo che l’automa ci ha informati di quanto sta accadendo. Per esempio un malore a una persona anziana, sola in casa con l’umanoide. Sempre attraverso la realtà virtuale possiamo insegnare ai robot una serie di comportamenti che poi dovranno eseguire autonomamente.

 

Potrebbero anche interessarti gli articoli:

Città del futuro, ecco come saranno

La casa del futuro: dal robot che cucina allo specchio intelligente

Myo Armband: un bracciale ci trasforma in supereroi

L’internet delle cose, definizione ed esempi