Protesi robotiche: l’uomo robot non avrà limiti

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Protesi robotiche, arti bionici ed esoscheletri hanno aperto scenari impensabili solo fino a qualche decennio fa. Le chiamano tecnologie integrative e con esse stiamo imparando a convivere. È l’inizio di una rivoluzione copernicana che vuole cancellare le disabilità, renderci quasi invulnerabili, esaltare le nostre doti fisiche. La sfida lanciata dalla scienza, in alcuni casi, è già stata vinta. Il cammino verso l’uomo robot è tracciato.

Protesi robotiche, nasce la mano robotica sensibile al tatto

protesi-roboticheOggi il corpo umano è in gran parte riproducibile. Organi artificiali, arterie sintetiche, arti robot: in questa direzione lavora da anni l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha realizzato una mano robotica con sensori tattili integrati che non necessita di intervento chirurgico per essere impiantata. Dopo la sperimentazione clinica, potrebbe finire sul mercato a un prezzo accessibile, addirittura “inferiore a quello di uno smartphone di ultima generazione”, fanno sapere gli sviluppatori.

Un progetto analogo è stato promosso dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che, in collaborazione con l’Inail, ha creato una mano robotica in materiale plastico del peso di 500 grammi. Sarà in vendita dal 2017, quando dovrebbero già essere in commercio, al prezzo di tremila dollari, le protesi robotiche per bambini della start up inglese Open Bionics, ispirate ai film della Disney Iron Man, Frozen e Star Wars.

Di mani bioniche abbiamo parlato diffusamente anche nell’articolo Mano robotica: i miracoli della scienza, mai più disabili

Protesi robotiche, tornare a camminare con gli esoscheletri

Restando in campo medico, con gli esoscheletri andiamo oltre la sostituzione di un singolo arto. Più che di protesi robotiche si tratta di robot indossabili, pensati per chi ha perso l’uso delle gambe o per persone con difficoltà deambulatorie che necessitano di un supporto esterno. Tra i più diffusi in Italia c’è Ekso: progettato e realizzato da Ekso Bionics, e utilizzato in diversi centri di riabilitazione robotica, offre al paziente la possibilità di muoversi su gambe bioniche mediante sensori e motori elettrici. Come altri modelli che abbiamo descritto nell’articolo Esoscheletro per disabili: così cambia la vita di chi non può camminare, Ekso ha un unico serio limite: il prezzo ancora elevato, tra i 100 e i 150 mila euro.

 

Queste apparecchiature robotiche nascono in ambito militare per aumentare la forza e la resistenza nei soldati. L’ultima frontiera in questo senso è Talos, un’armatura anti-proiettile che misura tramite sensori i parametri vitali di chi la indossa. Un progetto da 80 milioni di dollari che vede gli Stati Uniti in prima linea (ne abbiamo parlato negli articoli Esoscheletro militare: Iron Man non è più fantasiaEsoscheletro da combattimento, i super soldati scendono in campo).

Protesi robotiche: c’è anche l’occhio bionico che restituisce la vista

Non solo arti bionici: studi pilota hanno dimostrato l’efficacia di speciali impianti oculari in grado di far recuperare parzialmente la vista. Rientra a tutti gli effetti tra le protesi robotiche, ad esempio, Argus II, un occhio bionico costituito da un paio di occhiali con mini-videocamera incorporata che consente a persone non vedenti, colpite da degenerazione della retina esterna, di distinguere luci e ombre. Sviluppato dalla società californiana Second Sight, Argus II è già stato impiantato in oltre 130 pazienti sebbene il costo sia ancora proibitivo, circa 100 mila dollari. Quello di Second Sight non è comunque l’unico occhio bionico che può ridare una speranza ai non vedenti.

Ne parliamo nell’articolo: Occhio artificiale, sconfiggere la cecità ora è possibile

Le protesi robotiche sono già, insomma, l’inizio di una rivoluzione. La scienza al servizio dei deficit umani. L’uomo che sopperisce alle proprie debolezze, un uomo no limits, se vogliamo ricordare una pubblicità di qualche anno fa. E, c’è da giurarci, siamo solo all’inizio…

 

Abbiamo parlato di protesi robotiche anche negli articoli:

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