Nanorobotica, cos’è e come può rivoluzionare le nostre vite

nanorobotica

La nanorobotica è un settore emergente della robotica che si propone di realizzare piccolissimi robot programmabili, i nanorobot, capaci di eseguire autonomamente una serie di operazioni complesse. L’obiettivo della nanorobotica è migliorare la qualità della nostra vita e dell’ambiente che ci circonda sfruttando il lavoro di dispositivi microscopici, biocompatibili e biodegradabili, progettati per coesistere con l’uomo e nell’uomo, cioè all’interno del suo corpo.

Nanorobotica, così guariremo dalle malattie

Il principale campo di applicazione della nanorobotica è la nanomedicina, un approccio terapeutico non invasivo che promette di essere più efficace delle tecniche tradizionali nel trattamento di diverse malattie, compresi i tumori e le patologie cardiovascolari.

La nanorobotica applicata all’ambito medico si avvale dell’utilizzo di nanorobot “intelligenti”, grandi qualche milionesimo di millimetro, che vengono iniettati nel nostro corpo per riparare organi e tessuti danneggiati, bloccare infezioni, ripulire le arterie per prevenire ictus o attacchi cardiaci, allungando così la nostra aspettativa di vita. Siamo ancora in una fase sperimentale ma i risultati sono incoraggianti: attualmente sono più di 200 i nanofarmaci testati sull’uomo, un terzo dei quali per la cura dei tumori.

Nanorobotica contro il cancro

La ricerca, per il momento, si muove lungo due direttrici: diagnosi precoce e veicolazione mirata dei farmaci. Sono questi i principali obiettivi che si vogliono raggiungere nei prossimi anni nell’ambito della lotta contro il cancro.

A un team di ricercatori della Harvard School di Boston, ad esempio, si deve un nanorobot, realizzato con filamenti di Dna, in grado di riconoscere e distruggere solo le cellule cancerose, evitando gli effetti collaterali tipici della chemioterapia.

Sempre negli Stati Uniti, allo Houston Methodist Research Institute, un gruppo di studiosi guidato dallo scienziato italiano Mauro Ferrari ha realizzato un nanofarmaco capace di distruggere le metastasi del tumore al seno. Questo nanobot, iniettato su topi malati di cancro, ha prodotto una remissione completa delle metastasi in metà delle cavie trattate. Nel 2017 dovrebbero iniziare i primi test sull’uomo.

Per viaggiare dentro il nostro organismo, i nanorobot devono essere alimentati da un nano-motore, un vettore in grado di immergersi e “navigare” all’interno delle nostre cellule, come quello messo a punto all’Università di Cambridge, dove alcuni ricercatori hanno creato un dispositivo, costituito da particelle cariche di oro e polimeri, che riscaldato da un laser immagazzina una grande quantità di energia necessaria per muoversi.

Nel video seguente vediamo invece un micro robot, realizzato con materiale biocompatibile, che si muove come un batterio. Sviluppato dagli scienziati del Politecnico federale di Losanna e del Politecnico di Zurigo, potrebbe essere utilizzato come vettore di farmaci o per eseguire piccoli interventi di chirurgia robotica.

La nanorobotica sfida l’inquinamento

La nanorobotica promette di svolgere un ruolo decisivo anche nella tutela dell’ambiente. Un team internazionale di ricercatori ha costruito dei nanorobot specializzati nella pulizia dei fondali marini. Formati da strati di ossido di grafene, questi robot (più sottili di un capello) assorbono i metalli pesanti che inquinano le nostre acque. A lavoro completato, vengono ripuliti chimicamente per poter essere riutilizzati. Sono controllati tramite un campo magnetico, ma in futuro potrebbero orientarsi in modo autonomo.

 

Abbiamo parlato di nanorobotica anche negli articoli:

Pattuglie di nanobot per combattere il cancro e l’infarto

Uomini robot, ecco come guariremo da tutte le malattie

 

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