Pattuglie di nanobot per combattere il cancro e l’infarto

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Nanobot, ovvero nanorobot capaci di combattere il cancro e l’infarto. L’idea è stata anticipata in un film del 1966, “Viaggio allucinante”, diretto da Richard Fleischer, nel quale un sottomarino miniaturizzato, con a bordo uno staff di medici, riesce a entrare nel corpo di uno scienziato che rischia la vita, a causa di un embolo cerebrale, e a salvarlo.

È sostanzialmente quello che in futuro potrebbe permettere di fare la nanoroboticaAl posto dei medici miniaturizzati ci saranno però nanobot capaci di nuotare nel sangue, ispezionare il nostro corpo dall’interno e agire in tutti quei casi in cui la nostra salute corre un pericolo.

Nanorobot contro l’infarto

nanobot-nanorobot-cancro_infartoSecondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel mondo. Nel mese di gennaio 2015, l’Oms stimava in 17,5 milioni i decessi imputabili a questa tipologia di malattie, il 31% della mortalità mondiale. Nonostante il mutamento degli stili di vita e dell’alimentazione, dunque l’attacco cardiaco continua ancora a minacciare le nostre vite.

L’obiettivo della nanorobotica è quella di realizzare robot che abbiano dimensioni infinitamente piccole. In diverse parti del mondo, team diversi dI ricercatori stanno lavorando a questo obiettivo. I nanobot potranno, tra l’altro, distruggere l’accumulo di placca nelle arterie consentendo di prevenire nella peggiore delle ipotesi un attacco cardiaco o un ictus. La rimozione fino a oggi avviene attraverso la chirurgia o altre tecniche invasive.

I nanobot del Wyss Institute di Harvard contro il cancro

I ricercatori del Wyss Institute di Harvard da anni lavorano allo sviluppo di nanorobot per attivare risposte terapeutiche mirate. Questi nanobot sono stati realizzati con pezzi di DNA e – come pubblicato dalla rivista Science – sarebbero capaci di cercare bersagli cellulari specifici e fornire istruzioni molecolari, come quella di dire alle cellule cancerose di autodistruggersi. Ispirato al sistema immunitario umano, questo meccanismo potrebbe un giorno essere usato per programmare le risposte immunitarie per il trattamento di varie malattie.

Un’altra Università che lavora a un progetto analogo è la Bar Ilan University di Ramat-Gan, in Israele: “i nanorobot possono essere iniettati nei pazienti e sono capaci di identificare e uccidere le cellule del cancro senza influire sulle cellule sane. I nanobot possono riconoscere una dozzina di tipi di cancro, inclusa la leucemia”, spiegano dalla Bar Ilan University.

 

Abbiamo parlato di nanobot anche nell’articolo:  Uomini robot, ecco come guariremo da tutte le malattie 

Trovano applicazione in campo medico anche gli origami robot

 

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