Macchine robot: quando le vedremo nelle nostre città?

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Macchine robot, auto robot, driverless car, self driving car. Ovvero l’auto che guida da sola. Chiamatele come volete. Ma quando le vedremo nelle nostre città? Facciamo il punto su uno dei settori della robotica che più sta calamitando l’attenzione dell’opinione pubblica, partendo da una distinzione fondamentale. Quella tra macchine robot che si guidano da sole e vetture che aiutano l’automobilista in particolari situazioni, per esempio a parcheggiare.

Macchine robot a guida autonoma

Attualmente non esistono macchine robot del tutto autonome. Quelle già esistenti sono dei prototipi che  prevedono ancora la possibilità di un intervento umano nei momenti critici. Il giorno in cui il nostro compito si limiterà a premere solo un pulsante non è però così lontano, almeno secondo alcune opinioni. Per il vice presidente di General Motors, Bob Lutz, le auto robot saranno in vendita tra cinque o sei anni al massimo. Meno ottimista la Honda che conta di lanciare la sua prima self driving car entro il 2030.

Macchine robot che si parcheggiano da sole

I sistemi di assistenza alla guida sono invece già una realtà. Esistono da almeno un decennio e hanno raggiunto livelli di efficienza elevatissimi. Dal cruise control adattivo, che regola la velocità in rapporto alla distanza di sicurezza, alla frenata d’emergenza passando per il sistema di rilevamento dell’angolo cieco.

Il prossimo step è la macchina robot che si parcheggia da sola. Equipaggiata con radar, sensori e telecamere, potremo scendere dall’auto e lasciare che sia lei ad andare in cerca di uno stallo libero. Scaricando un’app sul nostro smartphone, potremo addirittura ordinarle di venire a prenderci all’uscita di un negozio. Honda, Volvo e Volkswagen ci stanno lavorando da qualche tempo. Per vederla sul mercato potrebbero volerci dai cinque ai dieci anni.

Macchine robot: se l’autonomia resta un mito

Con le auto robot potremo dire addio per sempre, probabilmente, a multe e incidenti stradali. Ne sono convinti gli sviluppatori della Google Car, l’auto a guida autonoma sviluppata dal colosso di Mountain View. Secondo un’indagine del Dipartimento dei Trasporti americano, il 94% degli incidenti è causato da errori umani, dovuti principalmente a distrazioni. Secondo gli esperti di Google, le macchine robot abbatteranno sensibilmente questa statistica, garantendo un rispetto assoluto del codice della strada.

Ma ci sono anche gli scettici. David Mindell, professore del Massachusetts Institute of Technology, getta delle ombre sul futuro dei veicoli autonomi e in generale sulla possibilità che i robot possano sostituirsi all’uomo in alcuni ambiti della vita quotidiana. Per Mindell, seppur dotata di intelligenza artificiale, una macchina non sarà mai completamente autonoma perché non è in grado di ovviare agli imprevisti. Come reagirebbe, ad esempio, un’auto robot davanti a un semaforo guasto? Riuscirebbe lo stesso ad attraversare un incrocio? E se all’improvviso si mettesse a piovere, sarebbe in grado di mantenere gli standard di sicurezza? Tra qualche anno avremo finalmente una risposta.

 

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