Jibo e Buddy, due (social) robot che costano meno di 1000 euro

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Comprare un robot con meno di mille euro è possibile. Per esempio Buddy o Jibo, social robot pensati per svolgere una serie di funzioni “domestiche”,

Per prenotare i primi esemplari di Buddy sono bastati meno di 500 dollari

Buddy è il robot open source per le famiglie realizzato dalla francese Blue Frog RoboticsBuddy si interfaccia con gli impianti dell’abitazione e vi avvisa se qualcosa va storto mentre siete fuori casa, sorveglia l’appartamento, può consigliarvi una ricetta, ricordare a un anziano di prendere le sue medicine, svegliare i bambini ogni mattina.

La campagna su Indiegogo per questo social robot è andata oltre ogni aspettativa. Nel mese di luglio 2015, Blue Frog Robotics ha raccolto 100 mila euro in 24 ore. Sulla piattaforma di crowdsourcing un esemplare di Buddy è stato prenotato a partire da 499 dollari con uno sconto di 150 euro rispetto al prezzo reale.

Jibo, il personal assistant che costa meno di mille dollari

Altro social robot che sembra avviato al successo è Jibo. Due diverse campagne per lui su Indiegogo, entrambe riuscitissime: il progetto è riuscito a raccogliere quasi 30 milioni di dollari. Per prenotare un esemplare sono bastati 749 dollari.

 

Jibo è una creazione di Cynthia Breazeal, Associate Professor al Massachusetts Institute of Technology. Viene presentato come un assistente personale capace di una serie di funzionalità pensate per le famiglie. A differenza di Buddy però si sposta solo se voi lo volete, visto che non è dotato di ruote.

Quello che è veramente geniale in questi robot – ha scritto di recente il Washington Post a proposito dei social robot – non è tanto la tecnologia al loro interno, ma l’idea che possano diventare parte integrante di un nuovo tipo di abitazione, l’abitazione “connessa”: “social robot come Pepper, Buddy o Jibo – secondo il quotidiano statunitense – non sono vere intelligenze artificiali ma potrebbero aprire la strada a una sorta di macchina ibrida che interagisce con gli esseri umani e fornisce una sorta di intelligenza all’ambiente nel quale viviamo”.

In effetti Jibo e Buddy sono ben distanti dal potersi considerare intelligenze artificiali, se con questo termine intendiamo intelligenze più “evolute” di umanoidi come Asimo piuttosto che l’italiano Icub, I loro schermi ci ricordano quelli di tablet e smartphone ma con il chiaro messaggio che un’ulteriore frontiera tecnologica è stata violata. E che le famiglie, visto il risultato delle prime vendite di Pepper e delle prenotazioni di questi social robot, sono pronti ad accoglierli con grande entusiasmo. La robotica bussa alla nostra porta. È proprio il caso di dirlo…

 

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