Hiroshi Ishiguro, la robotica si fa umana

Hiroshi-Ishiguro

Hiroshi Ishiguro è uno scienziato giapponese di fama mondiale, ormai considerato un punto di riferimento nel campo della robotica umanoide. Nel 2007 il Daily Telegraph lo ha inserito al 26esimo posto nella classifica dei 100 più grandi geni viventi. Direttore del laboratorio di Intelligenza artificiale dell’Università di Osaka, Ishiguro è noto per aver realizzato un clone di se stesso, un androide con pelle artificiale in silicone e muscoli artificiali esattamente uguale a lui.

Gli androidi di Hiroshi Ishiguro sono cloni senza anima. Almeno per ora…

Hiroshi Ishiguro è l’inventore di una serie di androidi teleguidati, quasi indistinguibili da un uomo in carne e ossa. Si chiamano Geminoid, dal latino geminus che significa gemello. In quindici anni ne ha “creati” cinque, tutti in grado di sostenere una conversazione o persino recitare, come Geminoid F, un androide femmina che ha debuttato anche a teatro.

Il lavoro di Ishiguro si inserisce nell’ambito degli studi sull’interazione uomo-robot. Il suo obiettivo è capire fino che punto l’aspetto esteriore – prima ancora di quello cognitivo – influenza i nostri rapporti interpersonali, le nostre modalità di interazione.

Secondo lo scienziato giapponese, in futuro i robot sono destinati a convivere con l’uomo, a lavorare fianco a fianco con lui, ma per farlo – per essere socialmente accettati – dovranno somigliarci il più possibile.

Hiroshi Ishiguro sostiene insomma che la forma umanoide condiziona il nostro modo di approcciarci ai robot. Come dimostrano infatti anche alcuni esperimenti – superato il turbamento iniziale – con un androide siamo disposti a interagire naturalmente, comportandoci come faremmo con un nostro simile.

Il prossimo traguardo – decisamente più difficile da raggiungere – è fare in modo che i robot umanoidi pensino come noi, dotarli di una personalità, renderli capaci di esprimersi in modo autonomo. Perché questo accada, è necessario investire pesantemente nel campo dell’intelligenza artificiale. Come ha già cominciato a fare il governo giapponese, finanziando le ricerche del professor Ishiguro che ormai da anni lavora anche in questa direzione.

I robot di telepresenza di Hiroshi Ishiguro

I Geminoid robot non sono l’unica “ossessione” di Hiroshi Ishiguro. Sempre nell’ambito della robotica umanoide, il luminare di Osaka ha sviluppato una serie di robot – di forme e dimensioni diverse – per rendere più realistica e tangibile la comunicazione a distanza.

Telenoid, ad esempio, è un androide di 50 centimetri controllato da un computer che consente a due persone, lontane anche centinaia di chilometri, di parlare come se fossero una di fronte all’altra. Telenoid può muovere la testa, le braccia, il busto ed è in grado di riprodurre la voce e i movimenti della persona che lo comanda da remoto.

Eccolo in azione in questo video:

Funzionano più o meno allo stesso modo anche Elfoid, un cellulare robot che ci consente di percepire la presenza fisica del nostro interlocutore, e Hugvie, un cuscino robot che vibra riproducendo i battiti cardiaci della persona con cui si sta parlando al telefono.

A differenza di Telenoid ed Elfoid, entrambi ancora in fase sperimentale, Hugvie è in vendita dal 2015 a un prezzo tutto sommato ragionevole, 186 dollari (rilevato a novembre 2016).

Per Hiroshi Ishiguro, questi robot di telepresenza – cancellando le distanze – avranno una larga diffusione soprattutto tra gli anziani e le persone con difficoltà motorie, che potranno “sentire” vicini i propri cari senza muoversi da casa.

Di questo parliamo anche nel nostro post: Telepresenza, cos’è e come funziona

 

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