Guanto robotico, funzionamento e modelli

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Il guanto robotico è un dispositivo in grado di aumentare la forza e la resistenza di chi lo indossa o di restituire l’uso della mano dopo un incidente, una malattia o a chi non è più giovanissimo.

Il guanto robotico funziona come un piccolo esoscheletro: si indossa proprio come un guanto normale e sostiene la mano dall’esterno, consentendo di recuperare la piena funzionalità dell’arto. Vediamo a che punto è la ricerca robotica in questo campo.

Guanto robotico, SEM amplifica la forza e non è ingombrante

Bioservo, compagnia svedese specializzata nel campo dei soft robot, ha realizzato SEM (Soft Extra Muscle), un guanto robotico che agevola la presa, consente di manipolare oggetti e di compiere movimenti complessi. Questo guanto hi-tech è dotato di sensori, motori e tendini artificiali. Compensa la forza mancante nella mano, restituisce sensazioni tattili ed energia. Sulle estremità del guanto, all’altezza dei polpastrelli di pollice, medio e anulare, sono installati dei sensori di tocco che servono per stabilire un contatto con l’ambiente esterno. SEM è collegato a una centralina, alloggiata in un marsupio, che si può indossare come una cintura o come un zaino. A seconda della pressione esercitata dal guanto sull’oggetto, la centralina fornisce la forza necessaria per afferrarlo o sollevarlo.

SEM pesa 700 grammi ed è disponibile in cinque taglie (XS, S, M, L, XL). Il prezzo si aggira attorno ai 6 mila euro. Per maggiori informazioni consulta il sito dell’azienda che lo produce.

Guanto robotico, con RoboGlove lavorare in fabbrica è meno faticoso  

guanto-robotico-robogloveDall’esperienza di Soft Extra Muscle nasce RoboGlove, un guanto robotico sviluppato da General Motors e dalla Nasa in collaborazione con Bioservo. RoboGlove è un dispositivo indossabile che aumenta la presa e moltiplica la forza. Il meccanismo di funzionamento è analogo a quello di SEM. Anche RoboGlove dispone di sensori, attuatori e tendini artificiali. Indossandolo, sarà possibile svolgere lavori pesanti e ripetitivi con meno fatica e senza il rischio di infortuni.

Per mettere a punto questo guanto robotico ci sono voluti quasi dieci anni. Inizialmente, era stato progettato per Robonaut 2, il robot astronauta che dal 2011 lavora a bordo dell’ISS, la Stazione Spaziale Internazionale (in proposito puoi leggere anche Robot su Marte, gli umanoidi ci aiuteranno a sbarcare sul pianeta rosso).

RoboGlove potrebbe trovare applicazione in ambito industriale – nei settori manifatturiero e automobilistico – nell’edilizia e in campo sanitario, come esoscheletro.

Guanto robotico per la riabilitazione post ictus

Si chiama Script ed è un guanto robotico che aiuta le persone colpite da ictus a recuperare l’uso della mano. Grazie ad alcuni sensori, posti al livello del polso e delle dita, il guanto robotico Script interagisce con un computer che a sua volta, tramite un software, sollecita il paziente a svolgere una serie di esercizi scelti dal terapista.

Sviluppato nell’ambito di un progetto europeo, Script è già stato testato con successo su una trentina di persone (ne parliamo anche nell’articolo Riabilitazione robotica, incidenti e malattie fanno meno paura).

È stato progettato con le stesse finalità anche HANDExos, un guanto robotico interamente italiano. Realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è formato da due moduli in titanio per la mobilizzazione del pollice e dell’indice. HANDExos consente di afferrare oggetti piccoli e sottili come una penna, una moneta o una carta di credito.

Ecco una dimostrazione pratica di come funziona:

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Foto dal sito dell’Istituto Sant’Anna

Science Robotics, magazine di Science dedicato alla robotica e ai robot, alla fine del 2016 ha parlato dei progressi nel settore compiuti dall’Istituto di biorobotica della Scuola Sant’Anna. Grazie a un guanto robotico persone quadriplegiche, con arti superiori e inferiori immobilizzati, hanno potuto compiere gesti semplici come mangiare o bere, afferrare una moneta o una carta di credito, e lo hanno fatto autonomamente. Gli scienziati italiani hanno coordinato un pool di colleghi europei che hanno lavorato al progetto.

In futuro dispositivi poco invasivi come il guanto robotico italiano potranno ridare una vita normale a persone con gravi problemi agli arti. Si tratta di disposiivi poco invasivi perché il movimento della mano nelle persone quadriplegiche avviene in questo caso grazie all’elaborazione di “bio-segnali” provenienti da elettrodi posizionati sulla testa e ai lati degli occhi. È un sistema che può quindi essere applicato a chi ha subito traumi spinali o ictus.

 

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