Geminoid robot: quando la robotica imita l’uomo

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Geminoid robot è un androide fisicamente identico a un uomo vero, un “clone” in grado di ingannare anche l’osservatore più attento. A crearlo è stato lo scienziato giapponese Hiroshi Ishiguro che da anni, insieme al proprio team di ricerca, lavora per rendere il più naturale e credibile possibile l’interazione tra uomo e robot. Per riuscirci ha realizzato una “famiglia” di robot umanoidi, accomunati da una serie di caratteristiche. Ve li presentiamo in questo articolo.

Geminoid robot, così uguali a noi da sembrare veri

Partiamo dall’etimologia: il termine Geminoid deriva dal latino geminus, che significa gemello. Un Geminoid robot è dunque un robot costruito a immagine e somiglianza dell’uomo, un androide con pelle artificiale in silicone, scheletro di metallo e capelli veri. Per realizzare il volto è sufficiente fare un calco in gesso della persona che si vuole “clonare”, mentre per riprodurre le dimensioni del corpo si utilizza uno scanner 3D.

Un Geminoid robot è mosso da motori pneumatici, adatti per imitare i movimenti umani, ed è comandato a distanza da un computer, connesso a Internet, da cui è possibile controllare le espressioni facciali e l’orientamento del viso. Vederlo in azione è stupefacente: esercita una certa impressione non solo sull’osservatore ma anche su chi lo gestisce da remoto. Quest’ultimo, come ha dimostrato un esperimento, si identifica con lui a tal punto da provare una sensazione di fastidio, quasi di dolore, se il robot viene pizzicato con un ago. È difficile da credere ma la robotica promette di volerci sorprendere nei prossimi anni.

Geminoid robot, dal sosia di Ishiguro all’attrice robot

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Geminoid Hi4  / Foto di Hiroshi Ishiguro Laboratory, ATR

Dal 2000 a oggi, Hiroshi Ishiguro ha realizzato diversi esemplari di Geminoid robot. A cominciare dal suo clone, a partire da Geminoide Hi, il suo clone che ha realizzato in diverse versioni.

Geminoid HI-2 – seduto su una poltrona che funge da supporto – è già stato sperimentato nel mondo reale: controllato a distanza dal suo creatore, si è finto per un mese cliente di una caffetteria, passando praticamente inosservato. Chi invece lo ha notato e si è fermato a parlare con lui ha avuto la netta sensazione di parlare con Ishiguro in carne e ossa.

Geminoid HI-4, è alto 180 cm e dispone di 16 gradi di libertà, di cui 12 per la testa.

Otonaroid è un androide femmina con 40 gradi di libertà in grado di dialogare e simulare emozioni, mentre Kodomoroid è la “replica” di una ragazzina capace di esprimersi in lingue diverse, già testata come annunciatrice di news nel corso di una mostra.

Ecco Otonaroid e Kodomoroid in azione in questo video:

Ha debuttato nel mondo dello spettacolo anche Geminoid F, la prima donna robot a recitare in teatro. E lo ha fatto anche in Italia. Alta 165 cm, è alimentata da 12 motori idraulici e ha caratteristiche simili a Geminoid HI-2.

I Geminoid robot avranno mai un’anima? 

I Geminoid robot sono androidi teleguidati che funzionano grazie a un software. Per renderli completamente autonomi, la scienza dovrà compiere significativi balzi in avanti nel campo dell’intelligenza artificiale. Ed è proprio questo l’obiettivo di Ishiguro: dotare i Geminoid robot di un’anima, di un pensiero e una coscienza propri. Solo a quel punto il processo di emulazione potrà dirsi completato. Non sappiamo ancora se ci riuscirà o se ci riusciranno coloro i quali verranno dopo di lui. Ma il cammino è già iniziato.

 

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