Esoscheletro per tornare a camminare. Un sogno realizzabile

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Un esoscheletro robot può cambiare la vita ai paraplegici e ai neurolesi. La robotica viene in soccorso di chi ha perso l’uso delle gambe, per rivoluzionare e cambiare in meglio la qualità dell’esistenza di molti disabili.

Esoscheletro, un dispositivo robotico ancora poco noto

Un esoscheletro è di fatto un robot indossabile, una struttura robotica esterna (almeno per il momento) capace di sostenere il corpo di chi ha perso l’uso delle gambe e di chi deve riacquistarlo.

Questo video racconta come molti anni dopo un incidente d’auto che l’ha ridotta in carrozzina una ragazza si avvia a riacquistare la sua capacità di camminare e la sua autonomia grazie ad un esoscheletro robot.

 

Esoscheletro robot: a che punto è la ricerca

Negli Stati Uniti la progettazione e la realizzazione dell’esoscheletro robot è una realtà già da anni. Società come Ekso Bionics o ReWalk lavorano a esoscheletri sempre più sofisticati per sconfiggere la disabilità o coadiuvare i professionisti della riabilitazione, che diventa così riabilitazione robotica, migliorando e velocizzando la ripresa dei pazienti.

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Un particolare di un esoscheletro della Ekso Bionics

Il  Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering di Harward, nell’estate del 2014, ha ricevuto un finanziamento di 2.9 milioni di dollari dall’agenzia governativa DARPA del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare (recentemente abbiamo scritto di questo tema nell’articolo: Esoscheletro militare: Iron Man non è più fantasia).

Grazie a questi fondi saranno perfezionatele conoscenze che già oggi consentono la realizzazione di sofisticati esoscheletri. In particolare il Wyss sta studiando la possibilità di realizzare un esoscheletro di nuova generazione, capace di integrarsi meglio – grazie a materiali naturali – con il corpo di chi lo indossa e migliorare l’equilibrio anche per chi ha muscoli indeboliti. In futuro insomma gli esoscheletri potrebbero diventare in maniera sempre più diffusa una estensione del corpo umano, sempre meno visibili perché utilizzabili dentro gli abiti.

Anche in Italia alcune strutture sanitarie hanno iniziato a utilizzare gli esoscheletri per la riabilitazione dei pazienti. Tra queste ci sono l’Irccs San Raffaele Pisana di Roma e il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola.

Sotto la guida medica, l’esoscheletro permette ai neurolesi e alle persone paraplegiche di stare eretti e di camminare, gestendo da sole il proprio corpo.

 

Simon Kindleysides, 31 anni, soffre invece di  disturbi neurologici funzionali che lo hanno costretto in carrozzella negli ultimi due anni. In un video che ha postato su Youtube mostra come ha ricominciato a camminare grazie ad un esoscheletro di Rex Bionic. Il video riprende Simon in un centro di riabilitazione inglese, in Northamptonshire.

 

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