EduRob: disturbi cognitivi nei bambini, la “cura” è un robot

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EduRob è un progetto di robotica educativa che promuove l’uso dei robot come strumento didattico per studenti con disabilità intellettive e disturbi della comunicazione. Come dimostrano  alcune terapie sperimentali condotte su bambini autistici, i robot – in particolare i robot umanoidi – possono essere degli straordinari motivatori in grado di catturare l’interesse dei più piccoli e di farli interagire meglio. Da qui si comprende l’importanza dei progressi continui della robotica umanoide, anche per questo campo di applicazione.

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EduRob va proprio in questa direzione: il suo obiettivo è definire strategie di insegnamento informali che consentano ai destinatari del progetto di migliorare le proprie abilità comunicative attraverso dei percorsi di apprendimento personalizzati.

EduRob è un progetto europeo con due partner italiani

EduRob, acronimo di Educational Robotics for Students with Learning Disabilities, è un progetto della durata di 36 mesi cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Lifelong Learning. Promosso dalla Nottingham Trent University, coinvolge psicologi, pedagogisti e ingegneri di sei Paesi (Regno Unito, Italia, Bulgaria, Polonia, Lituania e Turchia). Tra i partner italiani ci sono l’Aias di Bologna e il Polo Europeo della Conoscenza, una rete nazionale di istituti pedagogici e per l’innovazione di cui fa parte anche la Scuola di Robotica di Genova.

EduRob, nel 2017 i risultati

Da febbraio 2014, nell’ambito di EduRob, sono stati avviati una serie di studi pilota basati sull’utilizzo di piattaforme robotiche come Nao robot, Lego WeDo e Lego Mindstorms, programmabili secondo le esigenze di ogni singolo alunno.

Grazie a un approccio più rassicurante e meno esigente, i robot possono infatti offrire a educatori e insegnanti la chiave giusta per migliorare le capacità relazionali di studenti con disturbi cognitivi e di comunicazione.

In questo video vediamo come Nao robot interagisce con bambini affetti dalla sindrome di down.

I risultati di EduRob saranno presentati all’inizio del 2017. Entro quella data, i promotori del progetto sono convinti di poter dimostrare, anche ai più scettici, che il binomio robotica-educazione funziona.

Di Edurob parliamo anche nell’articolo: Robotica per bambini, cos’è e perché sta diventando importante