Dito bionico, così torna il tatto a chi non ha più un arto

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Il dito bionico è un dito artificiale capace di restituire il senso del tatto alle persone amputate, a chi – a causa di una malattia o un incidente – ha perso l’uso degli arti superiori. Con le sue caratteristiche, promette un definitivo salto di qualità nel campo delle protesi robotiche.

I primi al mondo a realizzare un dito bionico sono stati i ricercatori dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Politecnico federale di Losanna. Vediamo insieme come funziona e perché è così rivoluzionario.

Il dito bionico “sente” le superfici e trasmette sensazioni realistiche

Il dito bionico è una neuroprotesi che si collega al braccio mediante alcuni elettrodi impiantati chirurgicamente. È dotato di micro sensori al silicio che si comportano come dei veri e propri recettori nervosi, generando segnali elettrici durante il movimento. Questi segnali vengono quindi convertiti in impulsi e inviati ai nervi dell’avambraccio che li recepiscono in tempo reale.

Il dito bionico è stato sperimentato per la prima volta, con ottimi risultati, su un 36enne danese amputato della mano sinistra in seguito allo scoppio di un petardo. Dennis Aabo Sørensen, questo il nome del paziente, è riuscito a riconoscere la consistenza di diversi pezzi di plastica, realizzati con una stampante 3D, come se li stesse toccando davvero.

Attivando le stesse regioni del cervello che utilizzano in questi casi le persone non amputate, nel 96% degli esperimenti effettuati Sørensen ha saputo interpretare correttamente gli impulsi ricevuti dal dito bionico , distinguendo al primo tentativo le superfici lisce da quelle ruvide.

Sulla scorta di questi risultati, l’obiettivo finale dei ricercatori è sviluppare un nuovo modello di mano robotica che ispirandosi allo stesso principio di funzionamento del dito bionico, possa trasmettere sensazioni tattili veramente realistiche.

Dito bionico, possibili applicazioni

Stando al parere di chi lo ha progettato e sviluppato, il dito bionico avrà un impatto decisivo nel settore delle protesi robot. Ma non solo: in futuro lo stesso tipo di tecnologia potrebbe essere impiantato, ad esempio, in un robot chirurgico – per dare il senso del tatto al medico che lo manovra a distanza – nei robot soccorritori e nei robot industriali specializzati in mansioni ad alta precisione.

 

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