Cyborg e uomini bionici, arriva l’uomo robot

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Il cyborg, l’uomo robot sta diventando realtà. Fino a qualche decennio fa l’uomo bionico era solo appannaggio di serate al cinema o di telefilm di stampo decisamente americano. Quanti hanno amato “The six million man”, l’uomo da sei milioni di dollari, sanno quanto quel personaggio apparisse lontano dalla realtà quotidiana, almeno quanto lo erano allora Superman e gli altri supereroi.

Oggi l’uomo bionico, il cyborg o l’uomo robot, qualunque sia la definizione che preferiamo utilizzare, è uscito dalla sfera dell’invenzione cinematografica – o se vogliamo della premonizione cinematografica – per entrare a pieno titolo nella quotidianità.  Le protesi al carbonio utilizzate dagli atleti ci parlano già di una normalità che è andata oltre, in cui “pezzi” di corpo umano come gli arti possono essere sostituiti con successo e performance di tutto rispetto e “combinarsi” con il nostro corpo, diventandone estensione.

Quelle protesi che negli ultimi anni ci hanno stupito oggi sono ormai quasi normalità e fra qualche anno le consegneremo alla storia. L’uomo robot o se vogliamo l’uomo bionico sarà ancora altro rispetto a questa normalità. Estensioni del nostro corpo saranno a seconda delle eigenze una mano robotica (o mano bionica) piuttosto che un esoscheletro robot.

Gli esoscheletri e i cyborg

Gli esoscheletri possono svolgere già una grande varietà di funzioni. Abbiamo parlato di un esoscheletro per tornare a camminare e del ruolo importante che rivestono nella riabilitazione robotica di pazienti questi robot indossabili, come nel caso di un esoscheletro per bambini che hanno perso l’uso degli arti. Ma i robot indossabili potranno anche aiutare gli anziani a potenziare le funzionalità motorie indebolite dall’età, sostituire parti del corpo umano con funzione di protesi “intelligenti”, piuttosto che incrementare le nostre capacità, aiutandoci a svolgere attività particolarmente pesanti.

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La mano robotica (o bionica)

La mano robotica è l’altra frontiera dell’integrazione fra arti meccanici e corpo umano. Lo dimostrano i progressi della ricerca in questo settore. Lo testimoniano i risultati raggiunti dall’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, o ancora dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sul mercato nel 2017 arriveranno le prime protesi di mano robotica italiana, dal costo contenuto, ma molto sofisticate e capaci di essere impiantate senza interventi invasivi (puoi leggere in proposito l’articolo Mano robotica: i miracoli della scienza, mai più disabili).

I dispositivi impiantabili

I robot indossabili probabilmente saranno solo parte di una realtà fatta anche da organi e dispositivi artificiali impiantabili nel corpo umano per migliorare la nostra qualità della vita.  Un esempio? Si parla già di pancreas bionico, sperimentato dalla Boston University sui diabetici, un dispositivo capace di connettersi a una app per smartphone e trasmettere i dati relativi ai livelli di zucchero nel sangue.

Non bisogna trascurare nemmeno il ruolo degli smart materials, materiali intelligenti come l’osso bionico, “intelligente” perché capace di rigenerarsi, di ripararsi da solo. In futuro potrebbe consentire di sostituire parti di osso colpite da una malattia.

 

Abbiamo parlato di Cyborg, uomini bionici, protesi robotiche e dell’uomo robot negli articoli:

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