Chirurgia robotica, niente paura se vi opera un robot

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La chirurgia robotica negli ultimi quindici anni si è diffusa in tutto il mondo a ritmi esponenziali. Il robot Da Vinci ha segnato l’inizio di una nuova era per le sale operatorie. La chirurgia robotica consente l’esecuzione di interventi estremamente complessi su polmone, esofago, stomaco, fegato, pancreas e colon-retto, interventi eseguiti oggi con un approccio mini-invasivo proprio grazie all’ausilio dei robot.

I vantaggi della chirurgia robotica

chirurgia-robotica_italiaC’è da chiarire che quando si parla di robot in sala operatoria non si parla di automi, macchine o umanoidi che operano i pazienti in maniera autonoma. Almeno non per il momento. La chirurgia robotica di avvale infatti di macchine comandate a distanza da un chirurgo che grazie a un monitor 3D muove dei bracci robotici. La chirurgia robotica ha cambiato l’approccio a una serie di interventi molto delicati, come per esempio la prostatectomia robotica.

La prostatectomia robotica e il robot “da Vinci”

Gli interventi di chirurgia robotica sono ormai decine di migliaia ogni anno in Italia, centinaia di migliaia in tutto il mondo. Grazie a macchine sofisticate come il robot da Vinci, per esempio, si eseguono interventi delicati come quelli di prostatectomia robotica.

Nel caso specifico dell’intervento alla prostata, la chirurgia robotica consente di trattare i tessuti con maggior precisione. Il chirurgo si trova in una sala accanto a quella operatoria e in futuro probabilmente potrebbe trovarsi anche a parecchi chilometri di distanza. Con vantaggi facilmente immaginabili, a partire dalla fine dei cosiddetti “viaggi della speranza”. Il robot gli restituisce immagini ad alta definizione del campo operatorio.

Le conquiste del robot Da Vinci

Il robot da Vinci permette di operare il tumore della prostata consentendo di ottenere in genere migliori risultati nella fase post operatoria, riducendo i casi di incontinenza e quelli di impotenza dopo l’operazione.

Con il robot  Da Vinci i chirurghi operano attraverso poche piccole incisioni. Il sistema dispone di un apparato di visione ingrandita 3D ad alta definizione e strumenti minuscoli capaci di piegarsi e e ruotare molto meglio di un polso umano.

Da Vinci, in sintesi, traduce i movimenti della mano del chirurgo in movimenti precisi all’interno del corpo, superando i limiti della mano umana.

La chirurgia robotica ad ultrasuoni

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Futura – acronimo di Focused Ultrasound Therapy Using Robotic Approaches – è un progetto dell’Unione Europea che consentirà presto di avere nelle sale operatorie un robot chirurgico che grazie agli ultrasuoni consentirà di operare in maniera non invasiva i tumori addominali. Futura è coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. A questo obiettivo l’Ue ha riservato un finanziamento di 3 milioni di euro. Niente più bisturi quindi per tumori come quelli del rene o del fegato.

 

La chirurgia robotica si insegna a Grosseto

A Grosseto si trova uno dei centri più importanti a livello internazionale per la chirurgia robotica. Si tratta della Scuola internazionale di chirurgia robotica dell’Ospedale Misericordia. In oltre un decennio la struttura ha formato medici chirurghi provenienti da tutto il mondo. La formazione avviene grazie a un robot utilizzato interamente per la didattica, con il quale vengono simulati gli interventi.

 

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