Case automobilistiche giapponesi e robot, tanti progetti in cantiere

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Case automobilistiche giapponesi: dalle vetture ai robot. Sono tanti i progetti in cantiere. A partire da Honda, passando per Nissan, fino alla Toyota. E non riguardano solo il settore automotive. Mitsubishi ha scelto invece di fare business con i robot industriali.

Case automobilistiche giapponesi: Asimo e gli altri robot di Honda

Il più noto è Asimo, il robot che corre e batte i calci di rigore. Le iniziative nel campo della robotica della case automobilistiche giapponesi vanno oltre il core business. Gli ingegneri della Honda, che di Asimo sono i papà, sono impegnati da tempo per dare vita a una serie di prodotti ad alto contenuto tecnologico per migliorare la qualità della vita della gente. Nascono così prodotti come “Walking Assist”, un dispositivo capace di consentire a persone con deficit muscolari di camminare; piuttosto che UX3,  un nuovo mezzo di circolazione cittadino, mono ruota e dal design avveniristico, ispirato dalla capacità di Asimo di trovare sempre il suo centro di gravità. O ancora High-Access Survey Robot, un robot progettato e realizzato per lavorare nella centrale di Fukushima, in aree particolarmente pericolose per gli uomini.

case-automobilistiche-giapponesi-toyotaCase automobilistiche giapponesi: Toyota e i suoi robot per la famiglia

Il nome del progetto è già un programma: Partner Robot Family. Tra le case automobilistiche giapponesi che aspirano ad entrare nel business dei robot c’è anche Toyota. L’obiettivo è quello di creare robot domesticicapaci di aiutare la gente, le famiglie, nella vita di tutti i giorni.

È il caso di Robina, l’umanoide pensato per l’assistenza medica o infermieristica o per aiutarci nelle faccende di casa. Oppure Humanoid robot, un androide che suona il violino e che in futuro potrebbe prendersi cura degli anziani. Tutti progetti in fase di studio avanzato che ci fanno intravedere come potrebbe essere diversa la nostra vita fra una decina d’anni a fianco dei robot.

 

Case automobilistiche giapponesi: Nissan e il robot che evita gli incidenti

Nissan si è lasciata ispirare dalle auto per i suoi studi sui robot. Dall’osservazione del comportamento dei pesci che nuotano in banco è nato Eporo, un robot capace di evitare le collisioni. Non è difficile intuire come sarà utilizzata questa tecnologia nei prossimi anni. Più che a un’auto Eporo assomiglia però a un pinguino. Un pinguino dotato di intelligenza artificiale, che si muove in autonomia ed evita gli scontri.

 

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Tra le multinazionali giapponesi che hanno puntato i riflettori sui robot, un discorso a parte merita invece Mitsubishi. Niente esercizi stilistici né robot umanoidi futuristici per questo gigante mondiale che nei decenni ha esteso il business a molti settori oltre a quello dell’auto. Tra questi anche la divisione Robotics, che dal 1980 produce robot per l’industria manifatturiera. Per Mitsubishi il futuro della robotica è già presente, da un pezzo.

 

Motobot, il robot che guida la moto come un campione

case-automobilistiche-giapponesi-motobotQualcuno lo paragona, nel suo ambito, ad Asimo. Motobot è probabilmente tra i progetti robotici al momento più spettacolari che mettono insieme il fascino dei motori con quello dei robot. Motobot è il robot che guida una moto, un umanoide figlio di un progetto della Yamaha. Un progetto che promette ulteriori sviluppi. Intanto godetevi foto e video in questo articolo: MotoBot, il robot che guida la moto a 200 all’ora

 

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