Amelia robot, segretaria instancabile con un cervello artificiale

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Amelia robot è un assistente virtuale, un avatar robot che pensa e lavora come noi. È un robot segretaria che apprende in pochi istanti e non conosce cali di rendimento. Consiglia, risponde a ogni tipo di domanda e non protesta se la fate sgobbare troppo. È l’impiegato che ogni datore di lavoro sogna di avere. Scopriamo insieme cosa è in grado di fare.

Amelia robot ricorda tutto e non commette errori

Amelia è un robot cognitivo pensato per lavorare in azienda, principalmente nell’ambito dell’assistenza ai clienti. Progettato e sviluppato da IPsoft, società statunitense specializzata nel campo della robotica e dell’Information Technology, può essere utilizzato nel settore bancario, assicurativo e in tutti quegli ambiti che prevedono un contatto con il pubblico.

Amelia robot non è un androide vero e proprio, è un avatar femminile che appare sullo schermo del vostro computer sotto forma di ologramma.

Grazie alla sua intelligenza artificiale, comprende il nostro linguaggio e le sue sfumature, ha una memoria stupefacente, impara dall’esperienza ed è praticamente infallibile.

Questa segretaria robot non si limita a memorizzare meccanicamente le informazioni che vengono immesse nel suo cervello artificiale, ma le contestualizza, mettendole in correlazione con le altre che ha acquisito in precedenza. Il suo è un processo di arricchimento continuo e potenzialmente infinito.

Amelia robot parla trenta lingue, dall’inglese al giapponese, è in grado di gestire contemporaneamente migliaia di conversazioni, e se non conosce la risposta a una domanda la cerca su Internet, si documenta e apprende. Inoltre, capisce di che umore sei dal tono della voce e si comporta di conseguenza.

Amelia robot è pronto a mettersi al lavoro

I risultati delle prime simulazioni sono stati confortanti: testato in un’azienda con una media di 65 mila interazioni telefoniche al mese, Amelia robot è riuscito a gestire il 64% delle richieste di assistenza, abbattendo i tempi di chiamata da 18 a 4 minuti e mezzo.

Alla luce di questi numeri, Accenture – multinazionale della consulenza aziendale – è tra le prime società ad avere proposto l’acquisto di Amelia ai propri clienti, cominciando da quelli nel settore bancario, assicurativo e dei viaggi, settori che meglio si adattano alle caratteristiche di questo avatar robot.

La domanda che vi starete ponendo in questo momento è se questo robot umanoide virtuale in futuro sarà uno di quelli che ci “ruberà” il lavoro. Di sicuro, il suo inserimento nel settore dei servizi alle imprese non sarà indolore. Si temono ricadute occupazionali a medio e a lungo termine, anche pesanti. Il futuro di milioni di centralinisti, operatori di call center e addetti alla vendita non è mai stato così incerto.

Per saperne di più, consulta il sito di Ipsoft, l’azienda che produce Amelia.

 

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